Ultimi commenti
Regione: primo sì per la propo...
:-| resto molto perplesso dalla necessità di istit...
By Fabio Montellanico
APPELLO AL PRESIDENTE DELLA RE...
a mio avviso finche l'ippica non si dara' unimmagi...
By massimo
La scelta tra le diverse socie...
Come ho scritto nell'articolo, per aversi impresa ...
By sergiospatola
La scelta tra le diverse socie...
Gent.mo avv. Spatola, vorrei un consiglio da lei. ...
By TEODORA
L’ASSI comunica i tagli ai fin...
Caro presidente ho letto il suo scritto, peccato c...
By bianco francesco
Immobiliare
Montagna
Unable to retrieve Items!
Registrati
Il Meteo
54°
12°
°F | °C
Clear
Humidity: 62%
Wind: N at 0 mph
Thu


43 |
59
6 |
15
Fri


45 |
63
7 |
17
Sat


46 |
61
7 |
16
Sun


41 |
57
5 |
13
Vino e Cucina
Salve mi presento, sono Marco Gavio Apicio ma in questa rubrica mi farò chiamare per semplicità “il cibolista” e così che da oggi in poi, firmerò i miei commenti sulla ristorazione di Roma ma anche su quella nazionale e internazionale. L’idea è quella di presentare ogni settimana un posto dove poter degustare, con gusto e soddisfazione del palato e dell’olfatto, luoghi provati e valutati dal sottoscritto che non sono segnalati già da altre guide gastronomiche. Per questo se vorrete, mi piacerebbe avere un filo diretto con voi lettori, in modo che possiate eventualmente segnalarmi nuovi lidi del gusto e riscontri dei luoghi da me indicati. Perché questa scelta? Perché ritengo che le guide presentino una foto di un locale che poi viene rivalutata solo tardivamente e quindi non coerente nel tempo, se invece creassimo un continuo controllo sull’attività culinaria di quello o altro posto le valutazioni sarebbero sempre fedeli, capisco il sacrificio di andare spesso a cenare fuori ma sono sacrifici che ognuno di noi, sono certo, è in grado di sopportare. Fatto questo piccolo cappello vado a presentarvi il personaggio MGA, di cui narrano i cronisti e storici romani, per completezza vi dico che sono esistiti almeno tre Apicio vissuti in diverse epoche romane dall'età repubblicana a quella augustea, a quella di traiano e che si contendono oltre nome, la fama di impavidi ghiottoni. Tra questi il più noto storicamente è Marco Gavio Apicio - menzionato sia da Seneca che da Plinio. Si vuole, ad esempio, che nutrisse le murene con la carne degli schiavi, e che si sia ucciso dopo aver dilapidato in banchetti un immenso patrimonio (Seneca riporta una cifra che ammonta a circa 100 milioni di sesterzi). In base a testimonianze indirette, comunque, si può affermare con certezza che Marco Gavio nacque intorno al 25 a.C. e morì verso la fine del regno di Tiberio. Marco Gavio Apicio era un ricco romano del I secolo d.C. che amava molto la buona tavola. Intorno al 230 d.C. un cuoco di nome Celio compilò una raccolta di ricette in dieci libri, il De re coquinaria (L'arte culinaria), attribuendola ad Apicio. Si tratta di appunti frettolosi e disordinati che costituiscono, tuttavia, la principale fonte superstite sulla cucina nell'antica Roma. Nell'opera confluiscono trattati di carattere medico nella definizione delle proprietà dietetiche dei singoli ingredienti, così come indicazioni tratte dalla tradizione gastronomica greca. A parte la curiosità per le abitudini culinarie nella Roma del I secolo, l'opera suscita interesse per l'attenzione che rivolge alla manipolazione degli ingredienti e all'elaborazione scenografica delle portate. Nella collana sono raccolte 478 ricette; secondo Plinio il Vecchio ha inventato quello che chiamiamo foie gras (faceva ingozzare le oche con i fichi per far ingrossare il loro fegato). Certo, nel manuale ci sono ricette veramente strane, ad esempio quelle a base di lingue di usignoli o di pappagalli lessi... ma altre sono "normali", simili a piatti moderni, come lo sformato di sogliola, l'arrosto al sale e così via. Su moltissimi piatti Apicio usa un condimento particolare, il garum, una salsa fatta con le interiora di pesce. Le interiora erano mescolate con sale e spezie (fino a 16 spezie diverse) e il tutto era messo a macerare al sole per 65 giorni; si formava un liquido che, filtrato, era la parte migliore e cioè il garummentre la parte solida che rimaneva era l'allec, una salsa secondaria. Come avete capito la mia arte nasce e si affina in cucina, mentre ora il mio interesse si sposta nella cucina degli altri. Aggiungo che come ogni buon amico mi potete trovare su facebook e l’email è Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Con questo vi saluto e non posso che augurare buon pasto a tutti! |
|
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Succ. > Fine >> |
| Pagina 1 di 3 |




Salve mi presento, sono Marco Gavio Apicio ma in questa rubrica mi farò chiamare per semplicità “il cibolista” e così che da oggi in poi, firmerò i miei commenti sulla ristorazione di Roma ma anche su quella nazionale e internazionale. L’idea è quella di presentare ogni settimana un posto dove poter degustare, con gusto e soddisfazione del palato e dell’olfatto, luoghi provati e valutati dal sottoscritto che non sono segnalati già da altre guide gastronomiche.
Tra questi il più noto storicamente è Marco Gavio Apicio - menzionato sia da Seneca che da Plinio. Si vuole, ad esempio, che nutrisse le murene con la carne degli schiavi, e che si sia ucciso dopo aver dilapidato in banchetti un immenso patrimonio (Seneca riporta una cifra che ammonta a circa 100 milioni di sesterzi). In base a testimonianze indirette, comunque, si può affermare con certezza che Marco Gavio nacque intorno al 25 a.C. e morì verso la fine del regno di Tiberio. Marco Gavio Apicio era un ricco romano del I secolo d.C. che amava molto la buona tavola. Intorno al 230 d.C. un cuoco di nome Celio compilò una raccolta di ricette in dieci libri, il De re coquinaria (L'arte culinaria), attribuendola ad Apicio. Si tratta di appunti frettolosi e disordinati che costituiscono, tuttavia, la principale fonte superstite sulla cucina nell'antica Roma. 


Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento di Soul Food, il progetto ideato da Don Pasta e realizzato insieme a Terreni Fertili, giunto alla sua quarta edizione. Gli eventi legati all’anima del cibo che toccano la scienza, l’arte, l’ambiente, il buon mangiare e il buon bere, annaffiati da buona musica, si organizzano in tre giorni, dal 27 al 29 maggio.
Prestigioso riconoscimento per l’enologia italiana e siciliana, all’azienda Baglio del Cristo di Campobello con la conquista della seconda Medaglia d’Oro dal Concorso Enologico Internazionale Premium Select Wine Challenge ProWein 2011 per Lu Patri 2008 Nero d’Avola IGT Sicilia e due Medaglie d’Argento a Lusirà 2008 Syrah IGT Sicilia e all’Adènzia Rosso 2008 IGT Sicilia. Una competizione che ha visto partecipare sul suolo tedesco migliaia di cantine provenienti da tutto il mondo.
Il nuovo Rapporto annuale di Biobank, la Banca Dati del biologico, evidenzia la loro crescita vertiginosa: in tutto il territorio nazionale i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.) sono aumentati del 55% dal 2008 al 2010, passando dai 479 rilevati 3 anni fa agli attuali 742.
A due passi dal dall’Adige che scorre lento lo chef Davide accoglie i suoi clienti come un ospite di altri tempi. Se vi trovate a Verona per il week-end dopo aver visitato l’Arena e il balcone della sempre innamorata Giulietta avrete sicuramente voglia di mangiar bene. Come in ogni grande città il capoluogo scaligero è pieno di ottimi ristoranti ma tra questi vi consigliamo una trattoria speciale dove il mangiare diventa arte.