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Costa crociere : La rotta deviata per un saluto, Schettino nei guai PDF Stampa E-mail
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Lo squarcio di 70 metri, una ferita aperta che corre sotto la pancia della nave ripiegata su un fianco e spiaggiata vicinissima al porto dell'Isola del Giglio.Fra le lame di quegli squarci si nascondono i misteri della Cista Concordia

Roma 17 gennaio 2012 - La nave della Concordia si regge su un delicato equilibrio fatto di mezze ammissioni e operazioni poco chiare, oltre che di un tempo che scorre veloce prima che affondi definitivamente. I misteri di questo naufragio partono da lì, da quella chiglia aperta a voragine. Fra gli interrogativi in piedi, anche quello sulla manovra di vicinanza come consuetudine. Possibile che a causare il disastro (anche ambientale forse) fosse stato una sorta di omaggio a uno storico comandante della Costa Crociere? Questa l’ipotesi che si ripresenta più e più volte, confermata poi dallo stesso sindaco del Giglio, testimone suo malgrado di simili ricorrenti episodi.
La gigantesca nave da crociera, contrariamente a quanto veniva effettuato dalle navi che da Civitavecchia risalgono verso la Liguria, si è incagliata nell'isoletta delle Scole, un gruppo di massi che dall'acqua risultano ben visibili dal Giglio.
Alle 22.40, il comandante Francesco Schettino, mentre tutti sono a tavola, ordina di gettare le ancore, probabilmente per avvicinarsi ulteriormente alla riva. La nave gira brevemente su se stessa, la prua volge verso l'isola e la Concordia si inclina su un fianco, incagliandosi.  A bordo scatta il panico. Da questi punti interrogativi e dinamiche si potrebbe aprire una fase diversa nell’inchiesta.
        

                               

Simona Zecchi
                                  

 

 

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