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Le distorsioni del ginocchio sono un infortunio assai frequente nel calcio e nello sport. In particolare la rieducazione del ginocchio dopo la ricostruzione chirurgica del Legamento Crociato Anteriore è stata sicuramente uno degli argomenti più dibattuti da chi si occupa di riabilitazione sportiva.
Roma 1 gennaio 2012 - Su questo argomento di enorme interesse abbiamo chiesto al Dr. Domenico Creta Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione e Direttore Sanitario del Centro Isokinetic di illustrarci le ultime novità sull’argomento. • COME MAI IL GINOCCHIO È L’ARTICOLAZIONE MAGGIORMENTE COLPITA DA TRAUMI? Si tratta di un’articolazione assai complessa. Il ginocchio è infatti un’unità funzionale formata dal femore, dalla tibia e dalla rotula; da due menischi e da un complesso apparato capsulo–legamentoso; ne deriva che, per le forti sollecitazioni meccaniche e la sua particolare esposizione esso è facilmente sottoposto al pericolo di lesioni o disturbi funzionali. • COSA SI INTENDE PER DISTORSIONE? Il termine distorsione indica genericamente un trauma più o meno grave delle strutture capsulo-legamentose. In particolare relativamente all’articolazione del ginocchio le strutture che più facilmente possono andare incontro a lesioni da trauma distorsivo sono: i legamenti crociati (anteriore e posteriore), i legamenti collaterali, i menischi (interno ed esterno) e la cartilagine. Le distorsioni del ginocchio si possono suddividere in semplici o complesse a seconda del numero e dell’entità dei danni subiti dalle singole strutture anatomiche. • QUALI SONO LE LESIONI PIU’ FREQUENTI? Solitamente la lesione isolata e circoscritta di una sola struttura anatomica è piuttosto rara mentre molto frequenti sono le lesioni associate come ad esempio la lesione del legamento crociato anteriore e la rottura del menisco mediale. • QUALE E’ IL TRATTAMENTO DI QUESTE LESIONI? Il trattamento può essere conservativo nel caso di lesioni semplici nelle quali i tessuti biologici dopo un periodo di riposo relativo recuperano le loro proprietà meccaniche; in genere queste lesioni non alterano in maniera significativa la stabilità dell’articolazione. E’ invece necessario l’intervento chirurgico quando si è in presenza di una rottura parziale o completa di alcune strutture (Legamento Crociato Anteriore, Legamento Collaterale Mediale e lesioni Meniscali) che determinano una importante instabilità funzionale. Nel caso di un trattamento conservativo il programma di recupero prevede di norma un periodo di riposo attivo caratterizzato da esercizi rivolti al recupero precoce dell’articolarità, della forza muscolare e della coordinazione associato a terapie fisiche a scopo antalgico. Il trattamento chirurgico consiste invece , a seconda dei casi, nella ricostruzione dei legamenti, nella chirurgia meniscale o cartilaginea. Attraverso il perfezionamento delle tecniche artroscopiche sono infatti oggi possibili interventi che mirano al salvataggio dei menischi (suture meniscali), alla loro parziale sostituzione (protesi meniscali), o al trattamento di lesioni cartilaginee (perforazioni, innesti osteocondrali e trapianto cartilagineo). Per quanto riguarda la chirurgia di ricostruzione dei legamenti, le tecniche più frequentemente utilizzate per le lesioni del Legamento Crociato Anteriore prevedono l’utilizzo del tendine rotuleo o dei tendini dei muscoli semitendinoso e gracile. Dopo un intervento chirurgico al ginocchio la durata del trattamento riabilitativo può variare notevolmente da 15 giorni circa in caso di una semplice meniscectomia parziale fino a sei mesi per un intervento sulla cartilagine. I nostri protocolli di lavoro sono personalizzati in base al tipo di intervento e alle caratteristiche peculiari del paziente e prevedono un programma comune di base. Esso è articolato in cinque fasi, che per essere attuate necessitano di strutture che possiedano le necessarie dotazioni tecnologiche e personale con specifiche cognizioni scientifiche. Il programma di lavoro deve prevedere precisi obiettivi da raggiungere, si suddivide in cinque fasi che si possono così riassumere: Fase 1 - sostegno psicologico al paziente e diminuzione del dolore e gonfiore successivi all’intervento chirurgico Fase 2 - recupero del movimento e della completa articolarità Fase 3 - recupero della forza e della resistenza muscolare Fase 4 - recupero dell’equilibrio e della coordinazione Fase 5 - recupero dei gesti atletici specifici Le cinque fasi sopra descritte non sono nella pratica così nettamente distinte l’una dall’altra ma rappresentano una corretta progressione del lavoro che permette di prevenire le possibili complicanze che possono presentarsi nel corso della rieducazione. Da un punto di vista organizzativo nella nostra struttura il paziente effettua il trattamento riabilitativo in parte nella palestra di rieducazione, in parte in piscina ed in parte sul campo sportivo ed è controllato periodicamente da un medico e costantemente seguito da un rieducatore. QUALI POSSONO ESSERE LE COMPLICANZE IN SEGUITO AD UN INTERVENTO CHIRURGICO E RIABILITATIVO? Le complicanze legate all’intervento chirurgico sono fortunatamente sempre più rare grazie al progredire delle tecniche operatorie che sono meno invasive e danno maggiori garanzie per la fissazione dell’impianto del neolegamento. Anche la moderna gestione dell’immediato periodo post operatorio, nel quale l’articolazione viene mobilizzata precocemente o immobilizzata ma per periodi molto più brevi rispetto a quanto accadeva in passato, permette di limitare al massimo alcuni problemi. In particolare, in questo modo si prevengono con buoni risultati i deficit della flessione, della estensione e la ipomiotrofia del quadricipite che in passato ha spesso causato tendiniti di difficile risoluzione. COM’È POSSIBILE PREVENIRE QUESTO TIPO DI INFORTUNI? Negli sportivi reduci da un intervento chirurgico o in seguito ad una distorsione semplice del ginocchio è di fondamentale importanza completare il trattamento riabilitativo sul campo sportivo. Con il rieducatore infatti, il paziente ha la possibilità di compiere gesti sportivi specifici di difficoltà crescente e quindi evitare l’improvvisazione nel momento in cui tornerà ad allenarsi con la propria squadra. Questa fase della rieducazione è molto delicata, deve prevedere una attenta progressione dei gesti e va affrontata con molta concentrazione da parte del paziente. Per lo sportivo che pratica regolarmente sport la base per prevenire gli infortuni risiede in un costante programma di allenamento da svolgersi sia in palestra che in campo. Di fondamentale importanza è l’attività di ricondizionamento cardiocircolatorio (è possibile effettuare i test di soglia che determinano le capacità aerobiche ed anaerobiche di un soggetto e quindi progettare un allenamento personalizzato servendosi di un cardiofrequenzimetro) e un buon tono–trofismo muscolare. I muscoli infatti sono gli stabilizzatori dinamici dell’articolazione e più sono forti e resistenti alla fatica, più possono proteggere l’articolazione dalle sollecitazioni meccaniche. Gianmarco amore
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