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Sanità Lazio, Mandarelli: Nuovo piano garantito DEA di II Livello per ogni provincia e nessun collegamento PDF Stampa E-mail
Salute & Benessere
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“In un contesto così delicato per la sanità laziale, ogni provincia avrà un Dea di II livello e nessun licenziamento”.La presidente della commissione Sanità al Consiglio Regionale del Lazio, Alessandra Mandarelli, commenta così i punti salienti del Piano di riordino della rete ospedaliera anticipato oggi alla stampa dalla presidente della Regione, Renata Polverini, e oggetto nei prossimi giorni di un serrato confronto al tavolo tecnico con il Governo nazionale


Roma 1 ottobre 2010 -
 
“Si è parlato di chiusure, di sanità al collasso, di scarsa sensibilità verso i piccoli comuni: la verità è che questo Piano ha assicurato ad ogni provincia un DEA di II Livello, nonostante i severi diktat dovuti dal commissariamento sono stati garantiti a tutti i cittadini laziali i Livelli essenziali di assistenza definiti dal Ministero”.

“Tutti i cittadini devono avere le stesse possibilità di essere curati e assistiti nel miglior modo possibile, con le migliori tecnologie e un numero adeguato di personale. Il cosiddetto ospedale ‘sotto casa’ non è la risposta, in quanto appare attualmente impensabile che ciascuno di essi sia attrezzato per affrontare al meglio tutte le emergenze che esulino dai compiti che possono essere assolti dai medici di famiglia, una figura che va rivalutata e che è stata pensata proprio per essere il primo punto di contatto tra il paziente e il servizio sanitario.  Ben vengano, dunque, pochi ma ben definiti centri di eccellenza per ciascuna provincia, incentivando, come si intende fare, il ricorso a elisuperfici e ambulanze medicalizzate per garantire un pronto intervento già durante l’arrivo del malato in ospedale, evitando così  trasporti impropri. E ben vengano anche i servizi territoriali attivati  negli ospedali da riconvertire, in modo che diventino degli avamposti della salute in ogni piccolo centro, in grado di fare prevenzione e assistenza senza caricare tutto il peso della sanità regionale sulle sole strutture ospedaliere, dove ogni posto letto ha enormi costi per il sistema”.

“In qualità di presidente della commissione Sanità, chiedo ai tanti amministratori locali preoccupati, in questi giorni, dei malumori ingenerati nei cittadini dalle voci sulle chiusure di ospedali, di  dialogare con la Regione, collaborando in maniera costruttiva, per progettare insieme il futuro della sanità, anche a livello locale;  il che significa saper leggere i reali bisogni di ogni singola comunità, migliorare le vie di comunicazione, individuare le criticità ancora da risolvere, e soprattutto evitare strumentalizzazioni politiche rispetto a notizie diffuse ‘non si sa bene da chi’.

Va dato atto alla struttura commissariale - e sono la prima a farlo - di aver fatto un grandissimo sforzo per avviare un percorso virtuoso della sanità laziale, a pochi mesi dalle elezioni, e in una fase di crisi economica unica nel suo genere. Senza dimenticare che il Piano che presentiamo oggi ammorbidisce sensibilmente le austere misure intraprese dalla precedente Giunta nel 2008, rimaste da allora solo sulla carta per meri motivi elettorali”.

 

 

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