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| Prevenzione degli infortuni dello sportivo |
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| Salute & Benessere | |||
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Gli infortuni che occorrono agli sportivi di tutti i livelli incidono sul tempo che essi possono dedicare all’attività preferita, ne diminuiscono lo stato di forma e conseguentemente la performance e possono portare nel tempo a problemi di salute quali l’artrosi e le rigidità articolari. Roma 4 gennaio 2012 - Il primo tra i fattori di rischio di infortunio è “il numero totale di ore di allenamento nel mese precedente”. Recenti studi scientifici hanno dimostrato che un allenamento vigoroso produce muscoli affaticati, i quali non sono in grado di sopportare ulteriori sovraccarichi derivanti dagli allenamenti successivi. I muscoli in fatica inoltre svolgono un cattivo lavoro di protezione sulle articolazioni, incrementando il rischio di danni ad osso, cartilagine, tendini e legamenti. E’ stato infine evidenziato che una maggiore incidenza di infortuni è legata ad una errata distribuzione degli allenamenti nella settimana; carichi di lavoro più pesanti devono essere alternati a giornate di “scarico” per permettere alla strutture anatomiche di recuperare e non sovraccaricarsi. Riassumendo tra i più importanti fattori di rischio di infortunio dobbiamo ricordare la fatica. E’ fondamentale, prima di ogni prestazione sportiva, l’esecuzione di un buon riscaldamento e di qualche minuto di defaticamento e stretching a fine seduta. La pratica costante dello stretching è molto importante a muscolatura “calda”, al termine dell’esercizio, mentre ne è controversa l’efficacia preventiva sugli infortuni muscolari.(FIG 1) Fondamentali risultano anche le condizioni del campo di gioco/allenamento, essendo molto maggiore il rischio di traumatismi articolari su terreni pesanti o irregolari, così come i sovraccarichi osteo-tendinei e muscolari sono spesso associati a superfici troppo dure o elastiche (sintetiche). Il principale fattore di rischio di infortunio, può sembrare una banalità viceversa è un dato fondamentale, è un precedente infortunio nello stesso distretto anatomico (la cosiddetta recidiva). Un esempio molto semplice: la caviglia di un giocatore di calcio che subisce una distorsione a causa di un contrasto di gioco o di un errato appoggio. Si tratta di una articolazione molto sollecitata in questi sport, e sarà ad alto rischio di recidiva se dopo il primo infortunio ed il conseguente periodo di immobilizzazione non sarà rieducata attraverso un adeguato lavoro di rinforzo muscolare e di allenamento con le tavolette propriocettive. Alla corretta esecuzione del gesto tecnico va associato, come importante fattore di prevenzione, un buon condizionamento aerobico. Il fatto di essere e sentirsi “in forma”, oltre che consentirci di ottenere i risultati voluti, minimizza i rischi di infortunio! L’alimentazione e l’assunzione adeguata di liquidi vengono ugualmente chiamate in causa per fare una buona prevenzione. Una seduta di allenamento andrebbe sempre affrontata dopo adeguata alimentazione, cioè un pasto facilmente digeribile a base di carboidrati e proteine, da assumere però almeno 2-2,5 ore prima dell’attività fisica. Nei periodi di allenamento muscolare più intenso è necessario aumentare la percentuale di carboidrati. Un muscolo privo del suo carburante, il glicogeno, è un muscolo che andrà precocemente in fatica e sarà, come detto prima, più vulnerabile. Da ultimo ma non di minore importanza il fattore climatico: sia il freddo che le alte temperature, o il vento e l’eccessiva umidità, possono essere indirettamente causa di infortuni, come abbiamo già visto, influendo negativamente sulla qualità dei terreni di gioco o causando disidratazione.
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