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la rottura dei muscoli del polpaccio solitamente avviene nel punto in cui il tendine d’achille si unisce al ventre muscolare del gemello interno. Il meccanismo di lesione è una improvvisa estensione del ginocchio con il piede in dorsiflessione, sottoponendo così il gemello ad uno stress tensivo in iperestensione.
Roma 20 gennaio 2012 - Spesso l’atleta ci riferisce di non essersi scaldato prima di una battuta, il cui movimento prevede anche una rotazione della gamba con aumento della forza di carico sul tendine d’achille e sui muscoli del polpaccio,o che faceva particolarmente freddo, di avere sofferto precedentemente di contratture o di lesioni muscolari al polpaccio. Colpisce normalmente giocatori adulti, con precedenti alterazioni degenerative a carico del polpaccio. L’atleta lamenta un improvviso dolore nella regione posteriore del polpaccio, riferito come una violenta fitta tipo “sassata” nella regione supero-mediale del polpaccio che provoca un’immediata impotenza funzionale, zoppia, con difficoltà a camminare e a contrarre il polpaccio. Tipicamente si ha anche la comparsa di tumefazione ed ecchimosi, dolore alla palpazione dell’area di lesione e sensazione di avvallamento in corrispondenza del passaggio miotendineo. Il trattamento immediato prevede l’applicazione di ghiaccio, con bendaggio compressivo e arto sollevato. A seconda della gravità della lesione potrà essere indicata la deambulazione in scarico con stampelle.
Potrà essere utile, come in tutte le lesioni muscolari, un attento e programmato monitoraggio ecografico.
La riabilitazione muscolare deve iniziare entro 48-72 ore e, a seconda della gravità della lesione e della risposta dell’atleta, permetterà un rientro ad allenarsi dopo circa un mese e mezzo dal trauma.
Riabilitazione immediata: riposo controllo infiammazione e dolore promozione cicatrizzazione e prevenzione formazione di aderenze immobilizzazione o ROM nel NON DOLORE
riabilitazione fase post acuta recupero graduale del ROM ripristino corretta capacità contrattile graduale rinforzo muscolare anche della forza eccentrica
riabilitazione fase terminale: incremento forza muscolotendinea recupero coordinazione ed equilibrio graduale recupero del gesto sportivo
TENDINOPATIA ACHILLEA
Il ruolo principale del tendine d’Achille è quello di generare una potente azione di flessione plantare, trasferendo la forza contrattile dei muscoli del polpaccio al tallone.
Fattori estrinseci: variazione attività allenamento eccessivo cambio del terreno di gioco equipaggiamento scorretto
Fattori intrinseci Tibia vara e piede cavo Rigidità del polpaccio Squilibri muscolari Precedenti lesioni Età
Molto spesso colpisce atleti di 35-45 anni che tornano all’attività sportiva intensa dopo un periodo di limitata attività. Particolari gesti sportivi ripetuti, come la battuta brusche variazioni di direzione durante il gioco, rapide accelerazioni-decelerazioni, superfici inadatte come il cemento che offrono elevato attrito e sono faticose per le gambe, sono spesso alla base di lesioni da sovraccarico del tendine d’Achille. Il giocatore inizia a lamentare rigidità al mattino con dolore nel primo appoggio del piede, una volta sceso dal letto, che diminuisce durante l’arco della giornata ma che torna a farsi sentire durante l’attività sportiva o se cammina molto e fa molte scale. Spesso è palpabile ed evidente un rigonfiamento lungo i decorso del tendine con dolore alla digitopressione.
trattamento fase acuta: riposo controllo infiammazione e dolore (mezzi fisici, crioterapia) mantenimento attivo con esercizi non in carico
fase subacuta incremento ROM incremento forza contrattile stretching muscolare nel non dolore massaggio traverso profondo graduale rinforzo muscolare con recupero forza eccentrica
uso di rialzo calcaneare di circa un cm per ridurre la tensione sul tendine d’Achille
Linee guida di prevenzione: calzature adeguate evitare errori di allenamento elasticità del polpaccio controllare forze di pronazione assicurare forza adeguata
TENDINIPATIA DEL ROTULEO
Le lesioni da sovraccarico funzionale del tendine rotuleo sono frequenti a causa dell’elevata sollecitazione dell’apparato estensore al carico che deve sopportare il tendine rotuleo durante l’attività sportiva che preveda balzi, scatti e situazioni che portino ad un sovraccarico cronico del tendine, con conseguente alterazioni degenerative. Anche un conflitto tra polo distale della rotula e lo stesso tendine durante la flessione può essere una causa della lesione (foto) L’atleta lamenta spesso dolore a livello del polo inferiore della rotula, soprattutto sotto sforzo, spesso ben localizzato e definito. Può essere intenso alla digitopressione a ginocchio completamente esteso. Spesso si associa un’ipotrofia del muscolo quadricipitale. Lo stesso tendine si presenta ingrossato rispetto al controlaterale, ben evidenziabile con l’esame ecografico. A seconda del momento di comparsa del dolore rispetto all’attività la tendinopatia del rotuleo può essere classificata di grado I se compare dopo l’attività sportiva, di grado II se compare durante e dopo l’attività, di grado III se continua anche al termine dell’attività sportiva e se è presente anche a riposo. In questo stadio la performance sportiva è compromessa. Prevenzione: evitare di generare dolore esercitare i muscoli con potenziamento e stretching
terapia: antidolorifici correggere le anomalie di mal allineamento fisiocinesiterapia di potenziamento, con lavoro eccentrico, progressivo incremento dei carichi terapie strumentali uso di una fascetta infrapatellare che comprima la regione del tendine rotuleo rientro graduale allo sport
evitare le infiltrazioni di corticosteroidi che può aumentare il rischio di rottura del tendine
Gianmarco Amore
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