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Batteri intelligenti possono camuffare la loro presenza nei cibi rendendo imprevedibile l’intossicazione alimentare. PDF Stampa E-mail
Salute & Benessere
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Nonostante siamo spesso esposti ai batteri presenti nei cibi che ingeriamo e che potrebbero causare intossicazioni alimentari, non sempre ci ammaliamo. Perché succede questo?
Una delle maggiori sfide per i batteri che contaminano i cibi è sopravvivere all’ambiente acido presente nello stomaco e nell’intestino. La maggior parte dei batteri che si trovano nei cibi infatti viene uccisa dagli acidi del sistema digerente umano.
 

Roma 9 settembre 2010 - Il professor Colin Hill, che presenterà il lavoro clinico al meeting della Società di Microbiologia Generale che si svolgerà in autunno a Nottingham descrive come i batteri usino differenti trucchi per sopravvivere all’interno del corpo umano, spiegando così come l’intossicazione alimentare possa essere assolutamente imprevedibile.

 I batteri di Listeria in particolare, che possono essere presenti in formaggi freschi e in prodotti congelati pronti per il consumo possono causare infezioni gravi, soprattutto negli anziani e nelle donne in stato di gravidanza.

Il gruppo di lavoro del professor Hill presso l’University College di Cork ha rilevato che i batteri di Listeria sono in grado di superare le dure condizioni di acidità, sfruttando alcuni componenti chimici presenti nei cibi. Gli aminoacidi come i glutammati possono aiutare i batteri a neutralizzare gli acidi permettendo loro di passare indenni attraverso lo stomaco. “Le persone che consumano cibi contaminati con Listeria che sono ricchi anche di glutammati, come i formaggi molli o i prodotti a base di carne hanno una più alta probabilità di sviluppare gravi infezioni di coloro che consumano le stesse quantità di batteri in cibi a basso contenuto di glutammati” ha detto il professor Hill.

Egli ha inoltre spiegato come il lavoro suo e dei suoi collaboratori possa aiutare a ridurre l’incidenza delle infezioni da Listeria. “Il numero dei casi di listeriosi è quasi raddoppiato negli ultimi dieci anni in Europa. Questo a causa del fatto che il batterio è diventato abile a superare le sfide che incontra nel cibo e nel corpo umano” ha affermato. “I nostri studi dimostrano che consumare la stessa quantità di Listeria in un cibo possa essere quasi sicuro, mentre in un altro possa essere potenzialmente pericoloso”.

Comprendendo il fatto che il cibo possa avere un ruolo chiave nella sopravvivenza dei batteri che lo contaminano può aiutarci a identificare e ad eliminare dalla dieta i cibi ad alto rischio. Soprattutto per coloro che sono più suscettibili a tali infezioni”.


Daniela Bertoni
 

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