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Roma perde in casa con Bologna e adesso ci si guarda anche alle spalle PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 23 Gennaio 2012 12:56
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Una buona prestazione dell’Acea non basta per evitare l’ennesima sconfitta, il presidente Toti lascia a fine stagione.

Roma 23 gennaio 2012 - Non parlo più di questa faccenda, quello che dovevo dire l’ho scritto” ha detto il presidente Claudio Toti prima della partita con la Canadian Solar Bologna, riferendosi al comunicato con cui due giorni fa ha annunciato che a fine stagione lascerà il basket professionistico.
Così saremo tutti in forse fino al 30 giugno, ma intanto c’è da portare avanti un girone di ritorno che lo stesso Toti ha cercato di far iniziare con una scossa, andando personalmente a dare il 5 ai suoi giocatori che uscivano dal tunnel al momento della presentazione.
Un po’ come faceva Hector Cuper con l’Inter che arrivò al quasi scudetto. Qui di quasi c’è stata una vittoria in bilico fino all’ultimo perché l’Acea Roma non ha giocato una brutta partita, in attacco è stata abbastanza costante, salvo un momento di black-out nel quarto periodo, ed in difesa ha cercato di mettere una pezza alla sua cronica mancanza di lucidità, provando ad imbrigliare Sanikidze e le fonti del gioco bolognese.
Il primo risultato è stato ottenuto, il secondo un po’ meno perché a turno Poeta, Vitali e Douglas hanno risposto alle fiammate iniziali di Tucker e Datome davvero micidiali dalla lunga distanza. E proprio i due ex di giornata, Vitali e Gigli ci hanno messo qualcosa in più per fare una bella figura : mai visto Gigli anticipare in difesa e correre tutto il campo  e Vitali fare tre su tre al tiro pesante (poi ne ha sbagliati altri tre).
Ma soprattutto chi la difesa romana non è mai riuscito a contenere è stato Petteri Koponen, capace di 24 punti, di cui 13 solo nell’ultimo quarto, distribuiti equamente da due (2 su 3) da 3 (4/5) ed ai tiri liberi 8 su 10. E Roma? Una cosa si è finalmente chiarita: l’assetto col quale rende meglio in campo è quello con Gordic e Slokar, Tucker e Datome con Mordente o Kakiouzis.
Fuori da questi nomi non si può andare perché Maestranzi è stato inutile tanto che a pochi secondi dal termine il presidente Toti urlava a coach Lardo di cambiarlo per far posto al play slavo, Crosariol è stato oltre il limite della sopportabilità e gli altri non esistono, stante anche l’assenza di Tonolli per infortunio.
Insomma la Virtus Bolognese ha vinto la partita nel quarto periodo per default come direbbero quelli che capiscono di internet,  perché ha uomini più bravi, più lucidi, maggior distribuzione delle responsabilità ed un allenatore molto bravo e molto attento alla lettura della partita.
La classifica per fortuna ancora non è di quelle da piangere ma da ieri sera in avanti sarà sempre più obbligatorio dare un’occhiata a quello che accade alle proprie spalle per evitare brutte sorprese.
E poi magari pensare anche alla riconquista del Palazzetto dello Sport.


Gianmarco Amore

 

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