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| L’Acea Roma sbanca Teramo e si allontana dalla zona retrocessione. |
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| Scritto da Administrator |
| Giovedì 29 Dicembre 2011 21:44 |
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Una buona prova di Tucker e soprattutto di Maestranzi consentono a Roma di imporsi in trasferta.
Roma 30 dicembre 2011 - Roma tira un sospiro di sollievo. Al Pala Scapriano di Teramo sono i capitolini a levare le braccia al cielo (64-67) al termine di un match decisamente brutto nel quale entrambe le squadre hanno confermato tutte le proprie difficoltà del momento. Quello che resta, però, e non è cosa da poco, è che Lino Lardo salva una panchina che, ad un certo punto della sfida, sembrava quanto mai traballante. Ed invece un ottimo terzo periodo (9-18 il parziale) e la grande concentrazione nei minuti conclusivi hanno permesso alla squadra romana di raccogliere due punti che pesano, dopo tre sconfitte consecutive e contro una squadra disposta a vendere la propria anima pur di conquistarli. Intanto però l’Acea ha ritrovato il suo playmaker, Anthony Maestranzi (fuori da un mese circa per infortunio) che al di là della sua perfomance statistica (16 punti con 5 su 5 dal campo, 3 su 3 ai tiri liberi e 4 rimbalzi in 29 minuti) ha ridato un po’ di calma all’attacco romano: prova ne siano le sole 13 palle perse rispetto alle 20 di media a partita. Poi ha ritrovato Tucker, che forse per festeggiare il suo ritorno a Teramo dove aveva fatto benissimo, ha sfoggiato una prestazione da 17 punti chirurgici quando servivano, anche se 20 tiri dal campo sono tanti. E poi ha finalmente trovato la lucidità di superare un avversario quando la partita era punto a punto nei minuti finali. Tutte cose che vanno confermate subito, nell’impegno in casa contro Venezia, avversario scomodo ed in buona forma. E forse sarà un caso, la squadra ha vinto nella prima partita nella quale Dedovic non ha segnato neanche un punto ed ha giocato solo 4 minuti. Se il nuovo arrivo, il greco Kakoiuzis, saprà continuare con la verve con la quale ha giocato le prime due partite, ed il ritorno di Datome sarà ottimo con l’inizio della sua stagione, la strada verso la salvezza dell’Acea potrebbe essere meno complicata. Il match visto ai piedi del Gran Sasso non è stato sicuramente dei più spettacolari in fatto di giocate e di trame di gioco ed il punteggio dei primi due quarti (16-11 e 17- 16) ne sono l'eloquente testimonianza. Più bello ed intenso il secondo tempo quando Roma si è ricordata del proprio nome e della propria tradizione e soprattutto del fatto che una sconfitta avrebbe risucchiato di diritto la squadra nella lotta per non retrocedere in A2. Gianmarco Amore |













