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L’Acea Roma perde a Milano iniziando a giocare solo dopo due quarti PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 09 Gennaio 2012 09:53
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Roma si sveglia tardi e non riesce a completare una stupenda rimonta

Roma 9 gennaio 2012 - Questa volta il commento è : peccato. E questa volta il punteggio finale della sfida tra l’EA7 Milano e l’Acea Roma, seppure ravvicinato, 83 a 75, non dice tutto. Peccato perché Roma ha regalato due tempi agli avversari, più che altro lasciando che le cose andassero verso Miano senza cercare nessun tipo di inversione di marcia e subendo in modo naturale l’attacco meneghino.

In particolare sul pick and roll che veniva avviato da Omar Cook la difesa romana ha perso tanto tempo ad adeguarsi ed ha subito diversi punti o per le triple del playmaker avversario o per le conseguenze dei suoi scarichi ad altri compagni da quella situazione favorevole.

Quando nel terzo quarto le cose sono precipitate perché l’attacco dell’Armani funzionava come un orologio e la difesa romana sembrava aver definitivamente staccato le mani dal volante, il coach romano ha messo in campo un quintetto che ha saputo improvvisamente dare la scossa alla partita e dal meno 18 ha cominciato a macinare punti, ma soprattutto a non far più segnare Milano inchiodata a quota 64 per diversi minuti.

Gordic, Tucker, Dedovic, Tonolli e Slokar/Crosariol hanno quasi completato la “remontada”. Perché Tonolli ha chiuso la porta del canestro romano come solo lui sa fare difendendo ed aiutando i suoi compagni a difendere meglio; Tucker perché si è iscritto al referto della partita con una serie di conclusioni micidiali e caricando di falli i suoi diretti avversari (c’è stato un momento della gara in cui ha fatto sei su sei dalla lunetta per tre azioni consecutive) i lunghi dando sostanza sotto canestro e prendendo i rimbalzi e Dedovic, forse alla partita d’addio, devastante ed utile alla squadra con le sue penetrazioni a canestro come mai quest’anno era stato.

Insomma ad un minuto e mezzo dal termine Roma ha avuto la palla del pari o del sorpasso, 77 a 75 per Milano, ma un’incomprensione a tre Mordente-Crosariol-Dedovic ha fatto sì che la palla si perdesse sul fondo e con questa anche le speranze romane perché sul ribaltamento di fronte Milano ha fatto canestro e si è capito che la questione era chiusa.

Giocasse trenta minuti come ne ha giocato 15 contro Milano, in ogni partita, forse per Roma si potrebbe parlare di una stagione diversa. Ma adesso sembra troppo tardi.


Gianmarco Amore

 

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