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Basket: Brutta sconfitta in casa per l’Acea Roma dopo un primo tempo dominato. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 10 Dicembre 2011 09:08
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Caserta va sotto, soffre, ma alla fine regola una Virtus Roma che molla la presa troppo presto. Con l’Acea Virtus Roma basket non bisogna mai illudersi di aver vinto una partita, neanche quando la squadra ha 13 punti di vantaggio dopo un quarto e mezzo e sembra davvero avviata ad un controllo finalmente razionale della partita.

 

Roma 10 dicembre 2011 - Nella gara interna con la Pepsi Caserta, vinta dai campani 89 ad 82, è successo esattamente questo : a metà del secondo quarto il punteggio diceva 35 a 22 per Roma con l’inerzia della gara tutta a favore ei padroni di casa grazie ad una difesa che aveva saputo spegnere sul nascere le iniziative degli attaccanti casertani.

Anche Smith che aveva fatto impazzire la difesa dell’Acea nel primo quarto, era stato ridotto al silenzio dal solito Tonolli, Andrè Collins il playmaker della Pepsi aveva sentito la pressione della staffetta edovic-Mordente su di lui e così il gioco degli ospiti era rallentato ed impreciso. Dall’altra parte Mordente era riuscito addirittura ad innescare l’addormentato Slokar con qualche buon assist, e Datome un po’ alla volta era entrato in partita.

La flessione atletica e di concentrazione dell’Acea ha improvvisamente rimesso in partita la Pepsi che un po’ alla volta ha potuto mettere in piedi il suo gioco e soprattutto liberare comodamente i suoi tiratori da tre che nel terzo quarto hanno ribaltato la partita con cinque triple. Così all’inizio dell’ultimo periodo di gioco, uno dei due ex della gara, Alex Righetti ha firmato il primo pareggio sul 58 pari, aprendo di fatto un’altra partita nella quale per Caserta si sono iscritti al tiro a segno Collins, Tusek (l’altro ex), Maresca (nato a Roma) e soprattutto Righetti che ha affondato l’Acea con 14 punti negli ultimi dieci minuti, condannando Roma ad un'altra settimana di riflessione sui suoi
limiti.

In particolare su quelli di Slokar, Dasic che è stato uno spettatore non pagante in campo e Dedovic che a dispetto dei 19 punti realizzati, ha dimostrato ancora una volta di non saper leggere i momenti decisivi di un match, come evidenziato dall’inspiegabile tiro da tre con 40 secondi da giocare sotto di quattro punti. In più il quartetto slavo (Goridc, Dedovic, Dasic e Slokar) non sembra intenzionato a giocare con Clay Lucker, l’unico americano della squadra, famoso per essere uno che segna spesso e volentieri ma che se non viene innescato, fatica moltissimo.

E poi quelle che sembrano alcune incertezze nella gestione della partita dell’allenatore Lino Lardo che ancora non ha trovato la chiave per evitare che la squadra alzi le mani dal volante della partita troppo presto.

G.A.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Febbraio 2012 15:39
 

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