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Il leggendario allenatore del Manchester United avrebbe dovuto parlare lunedì del ruolo, da lui inventato, di manager che non solo gestisce una squadra ma anche bilanci, marketing e campagna acquisti. La visita cancellata “per seri impedimenti personali”.
Roma 17 gennaio 2011 - Sir Alex Ferguson dà forfait. Il tecnico inglese del Manchester United ha fatto sapere con una nota che “a causa di seri impedimenti personali”, non sarà lunedì a Roma, dove era atteso presso l’università Luiss Guido Carli per tenere una lezione straordinaria dal titolo: “Il manager in una società di calcio: il modello Manchester United”. Nonostante le attese, dunque, gli studenti romani dovranno rinunciare al confronto con il tecnico scozzese sui motivi che ne hanno fatto una leggenda del Manchester, con cui ha ridisegnato i confini del ruolo di allenatore. Sir Alex siede ininterrottamente sulla panchina dei Red Devils dal lontano 1986 e ha di fatto dato vita alla figura del “manager”, capace non solo di organizzare le sedute tecniche della squadra, ma anche gestire i bilanci, la campagna acquisti e il marketing di un club.
Con il club inglese il tecnico, nominato nel 1999 Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico dalla regina Elisabetta, ha vinto tutto: due Champions League, undici volte il campionato, 5 Fa Cup, 4 coppe di lega, una Supercoppa europea, una intercontinentale e un mondiale per club. Trionfi che ne fanno uno degli allenatori più vincenti di sempre. Anche per questo, nel corso della visita romana, Ferguson avrebbe dovuto ricevere il premio “Etica nello Sport”, assegnato dal Movimento per l’Etica e la Cultura nello Sport, in collaborazione con la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università Tor Vergata. Nel programma della tre giorni italiana di Ferguson, infine, martedì era prevista una visita a Siena e mercoledì una in Vaticano: sir Alex, infatti, è cattolico.
Definire Ferguson soltanto allenatore - arrivato ai Red Devils dopo una discreta carriera da calciatore ed esperienze da mister nell’Aberdeen scozzese – in realtà è riduttivo: è lui a guidare scelte di mercato e anche per questo è diventato un modello per tutto lo sport mondiale. Scopritore di talenti come David Beckam e Cristiano Ronaldo (solo per citare due nomi), periodicamente arrivano voci di sue possibili dimissioni. Nel 2001 – 2002 fu lui stesso ad annunciarle per il termine della stagione, salvo poi ripensarci. La circostanza si è ripetuta recentemente: il mister scozzese – per molti il migliore allenatore del mondo – aveva ipotizzato il ritiro alla fine del venticinquesimo anno alla guida del Manchester. Sui giornali era apparsa anche l’ipotesi che a prendere il suo posto potesse essere Josè Mourinho. Poi sir Alex ha cambiato di nuovo idea, spiegando di voler allenare fino a che la salute glielo permetterà.
In fondo Ferguson ha ancora un primato da battere: la più lunga permanenza alla guida di uno stesso team appartiene infatti a Guy Roux, che allenò l’Auxerre dal 1961 al 2005. Più facile conquistare la seconda piazza, superando i 26 anni di David Calderhead, al Chealsea tra il 1907 e il 1933.
Carlotta Di Santo |