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"Il viaggio a Buenos aires" al teatro Lo spazio PDF Stampa E-mail
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dal 27 settembre al 9 ottobre in scena l'opera teatrale di  Amanita Muskaria, con Francesca Bianco e le musiche di Francesco Verdinelli


Roma 26 settembre 2011 - Da domani sul palco del teatro lo spazio andrà in scena "Viaggio a Buenos Aires" da un adattamento di Carlo Emilio Lerici

Una donna bussa ad una porta. Nessuno apre.Inizia così il viaggio terribile di una donna che sta poco a poco perdendo la memoria e la coscienza di sé stessa. Volutamente non si parla mai espressamente di Alzeihmer. Il disagio della protagonista assume così un valore simbolico non strettamente legato ad una patologia fisica e proprio per questo restituisce meglio la drammaticità della sua condizione.

A rivivere e reinterpretare questo viaggio è la figlia, tornata nella stanza di sua madre, dopo la sua morte, per rimettere a posto i suoi oggetti.
Parla, chiede. Le sue domande riguardano cose che non riesce a ritrovare. E poi preghiere storpiate, canzoncine popolari, parole in inglese e frammenti di lettere che sta provando a scrivere (ai suoi figli, a sua sorella in Argentina) nelle quali chiede disperatamente che qualcuno la porti via. La sua memoria frammentaria va via via perdendosi sempre di più. Le rimangono soltanto dei sentimenti semplici: paura, rabbia, angoscia.

Il linguaggio che usa non è omogeneo, infatti riflette i vari momenti della sua vita. E poco a poco si disintegra, le parole sono confuse, o sono solo sillabe. Tenta di scrivere con una forchetta, non si ricorda più quanti figli ha. Memoria, identità e linguaggio sono fattori indivisibili. La porta si aprirà solo alla fine. Solo dopo aver compreso che siamo noi che viviamo accanto ai malati, a tenerla chiusa.

Dopo il grande successo ottenuto in tutta Europa è arrivato in Italia, accolto da un consenso unanime nelle recite di Roma e Milano della scorsa stagione, e di Napoli dello scorso novembre, uno dei testi più celebrati della nuova drammaturgia polacca.

 

 

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