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Sciopero Tir: dal movimento dei forconi in Sicilia la protesta arriva anche nel Lazio
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Mobilitazioni nella provincia di Latina e nel frusinate. Ieri sulla A1, nel tratto Roma-Napoli, sono rimasti chiusi i caselli di Frosinone e Anagni, bloccata anche la Pontina

Latina 24 gennaio 2012 – Dal movimento dei “forconi “ in Sicilia al blocco degli autotrasportatori. La protesta contro gli aumenti di carburante, pedaggi autostradali e Irpef paralizza tutta l’Italia, Lazio compreso.
Ad incrociare le braccia in prossimità dei caselli autostradali del frusinate e della provincia di Latina autotrasportatori e agricoltori. Lo sciopero è iniziato allo scattare della mezzanotte di ieri e in un sola giornata ha letteralmente paralizzato il traffico, con caselli autostradali chiusi, circolazione rallentata e disagi per gli automobilisti. Ma i manifestanti non hanno intenzione di rimuovere tir e mezzi pesanti, annunciando proteste e mobilitazioni fino a venerdì e se necessario anche “ad oltranza”.
Gli autotrasportatori della provincia di Latina si sono radunati ieri sera presso l’area di servizio “Fiamma 2000” a Sezze sull’Appia. Lo ha reso noto la polizia stradale, comunicando il transito di diversi  mezzi pesanti sulla via Appia in direzione Roma. Immancabili i disagi alla circolazione registrati ieri nella zona di Priverno, dove alcune strade erano state occupare dai manifestanti. Ma la manifestazione di protesta è stata condotta anche a Latina come avevano già annunciato i referenti del movimento “Dignità sociale” diretto da Antonio Pappalardo e dai Comitati agricoli riuniti presieduto da Danilo Calvani.
Anche se non hanno causato blocchi stradali, la mobilitazione con i trattori e mezzi pesanti ha  raccolto molte adesioni. Un primo coordinamento è stato istituito sulla Pontina, all’altezza di borgo San Donato (all’incrocio con la Migliara 47) cui si sono uniti quelli sulla SS 156 ad Aprilia e Cisterna e all’altezza di borgo Faiti.

“Iniziamo una manifestazione ad oltranza. In Sicilia qualcuno ha subito delegittimato il movimento dei Forconi dicendo che erano mafiosi. Voglio vedere se lo diranno anche per il movimento Dignità sociale, visto che a presiederlo c’è un ex generale dei carabinieri”. Con questa parole Antonio Pappalardo, siciliano ex generale dei carabinieri in pensione, arrivato a Latina per coordinare la protesta di autotrasportatori e agricoltori del Lazio ha aperto il presidio di ieri.
Una manifestazione, però che come ha tenuto a sottolineare il referente del Movimento Dignità sociale non è solo una protesta di categoria: “L’iniziativa – ha spiegato – punta a salvare l’Italia. È il popolo che lo chiede. Abbiamo iniziato la nostra protesta, ma il nostro obiettivo, quando saremo abbastanza, sarà quello di andare tutti a Roma, per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e chiedergli di iniziare le consultazioni per formare un nuovo governo”.
“Il Capo dello stato - ha aggiunto - è l’unico interlocutore che riconosciamo. Gli altri, come Schettino, hanno tutti abbandonato la nave. Monti è persona degnissima, ma la sua politica è sbagliata, toglie i soldi alla gente per ingraziarsi la Merkel e Sarkozy. Il nostro obiettivo non è fermare il traffico o violare la legge, ma radunarci per arrivare a Roma. Quando saremo abbastanza, andremo. I Forconi – ha concluso Pappalardo - hanno anche arrecato disagio alla popolazione. Noi non vogliamo farlo, e non siamo una ‘manifestazione allegorica’. Vogliamo cambiare l'Italia: il problema non sono certo i 4 centesimi sul costo del carburante, ma cambiare la politica”.
E per questo se necessario “la protesta è a oltranza” e ha coinvolto già da ieri anche gli autotrasportatori in Ciociaria, dove il sit in è cominciato domenica sera nei pressi dei caselli dell’A1 Roma-Napoli, a Cassino, San Vittore, Frosinone e Anagni.
Una manifestazione cui in molti si sono uniti o stanno pensando di fare. Come ha comunicato ieri il presidente della la Cia Lazio, Alessandro Salvadori: “Stiamo seriamente pensando anche noi alla mobilitazione generale, ma questo solo qualora il governo dovesse continuare ad ignorare le nostre richieste”.
“Attendiamo, anche perchè se scendessimo in piazza oggi andremmo unicamente a rinforzare il fronte di chi si oppone alle liberalizzazioni che, invece, sono le benvenute”.  Ha affermato ieri in una nota Salvadori, intervenendo sullo sciopero dei tir in corso da ieri sera nel frusinate vicino ai caselli dell'A1. “Nelle assemblee che nell'ultima settimana abbiamo avuto in tutto il Lazio - ha aggiunto - si avverte forte la tentazione di scendere in strada e protestare. Insomma, la voglia di protestare c’è tutta, perchè non sono ancora arrivati ancora aiuti o leggi a sostegno dell’agricoltura, ma aspettiamo ancora qualche giorno, in attesa che il governo ci invii un segnale di attenzione. Nulla contro il fermo dei tir – ha concluso - ma è chiaro che anche il blocco dell’autotrasporto danneggia gli agricoltori. Raccogliere ortaggi, frutta e verdura per poi vederli deperire sui cassoni dei camion non è certo incoraggiante".

Francesca Toscano

 

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