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“Salva Italia” e “Cresci Italia”: le manovre che hanno caratterizzato il governo Monti (dal sapore politico)
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<<Al Governo è stato chiesto di fare una corsa a ostacoli, da fermo e con handicap, ma il burrone è stato evitato>>. E ancora:<<Non c’è in programma nessun’altra manovra>>. Poi:<<Faremo di tutto per evitare tensioni sociali>>; Infine a Berlusconi:<<Aveva detto che non servivano correzioni, da allora ne sono state necessarie cinque>>.

Roma 30 dicembre 2011 -All’indomani della conferenza stampa, tenuta dal premier Mario Monti per presentare la fase 2 della manovra, che ha avuto già un battesimo nel nome:Cresci Italia, la compostezza e insieme il modo diretto usato per spiegare da tecnico lo status dei lavori, i risultati e le prossime mosse per salvare l’Italia dal baratro, non hanno coperto di fumo il volto politico evidente sin dai nomi, che questo governo intende dare alla guida del Paese.

I punti fondamentali della manovra sono i seguenti:

- Capitali scudati - prelievo più alto e imposta – E’ stato confermato l’aumento dell'1,5% (che dava un gettito di due miliardi) al 2% del prelievo. In più è prevista un’imposta di bollo annuale (che resterà sempre, fino a eventuale abolizione) al 4 per mille per il 2011.

- Prelievo su pensioni d'oro: contributo di solidarietà sulle «pensioni d'oro» del 15%. Il contributo sarà applicato per l'importo superiore ai 200 mila euro.

- Imu (Ici): sconto famiglie – Lo sconto per le famiglie con figli parte dalla detrazione di 200 euro per tutti, <<maggiorata di euro 50 per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale.>> Lo sconto massimo che il Fisco concede comunque sull'abitazione principale sarà pari a 600 euro: 200 euro della detrazione di base e 400 per il numero dei figli a carico.

- Pensioni: rivalutate fino a 1400 euro – La rivalutazione automatica delle pensioni è riconosciuta «per l'anno 2012 esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a 3 volte il trattamento minimo» (ovvero fino a circa 1400 euro). Per il 2013 invece la soglia sarà più bassa; la rivalutazione è stata accordata, invece, solo per le pensioni oltre 2 volte il minimo (quindi fino a circa 900 euro).

- Età di pensionamento:«In via eccezionale» sarà possibile per «i lavoratori che abbiano maturato un'anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 i quali avrebbero maturato, prima dell'entrata in vigore del decreto, i requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2012» andare in «pensione anticipata al compimento di un'età anagrafica non inferiore a 64 anni».

- Contributi: aumento  autonomi fino al 24%: Aumentano i contributi pensionistici per gli autonomi fino ad arrivare nel 2018 al 24%. L'aumento è dell'1,3% dal 2012 e dopo di 0,45 punti ogni anno fino appunto a raggiungere il 24% a regime.

- Liberalizzazioni subito: Le liberalizzazioni delle attività economiche scatteranno dal primo gennaio del 2012, come inizialmente previsto dalla manovra. Dalle liberalizzazioni resta confermata l'esclusione per i taxi. Nessun dietrofront, invece, per le farmacie e resta invariata la libertà di

 


vendita dei farmaci di fascia C, distribuiti con ricetta medica anche nelle parafarmacie e nei supermercati.  

- Editoria: La legge di stabilità 2012 ha incrementato di 1,14 miliardi la dotazione di quel fondo

- Province, scadenza naturale (anziché quella immediata inizialmente comunicata) ovvero verosimilmente nel 2013.

La fase due, ovvero Cresci Italia, rispetto alla fase uno volta ad “allontanare dal baratro il paese” è dunque tutto un puntare sulle liberalizzazioni e l’apertura dei mercati, sulle semplificazioni legislative, e anche sulla riforma della giustizia civile, che oggi ha tempi lunghissimi e che proprio per questo frena gli investimenti delle imprese straniere in Italia.

Resta da capire cosa sarà fatto per la crescita economica, l’aumento del lavoro e i redditi bassi senza l’innalzamento dei quali, sarà appunto difficile parlare di crescita.

Altro punto debole della manovra, inoltre, è quel mancato regolamento degli stipendi dei parlamentari (a parte l’adeguamento pensionistico che invece è stato confermato) e dei benefit che questi percepiscono. C’è persino chi ha minacciato il suicidio (Alessandra Mussolini in una forma mascherata, ma lo ha detto). Si è rimandato il tutto:una mossa politica che chiude il 2011, insieme al messaggio dato all’ex premier.

          S.Z.
  

 

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