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Convegno del terzo polo, Casini: “ la manovra non può essere bella, non ci piacciono le medicine ma dobbiamo prenderle”
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Conferma con coerenza l’appoggio al governo Monti ai tanti riuniti al palazzo dei congressi di Roma in occasione del convegno del terzo polo, presenti anche il presidente della camera Fini e Francesco Rutelli.
Roma 19 dicembre 2011 – Ieri mattina al palazzo dei congressi i leader del terzo polo hanno presenziato al convegno “ Salvare l’Italia con il terzo Polo”, dal palco Prima Fini poi Rutelli ed infine Casini hanno ricordato l’importanza che il terzo polo assume  giorno per giorno nel panorama politico nazionale.

Tre i punti principali sottolineati dai tre leader, riforma elettorale, misure di incentivazione allo sviluppo, appoggio al governo, «Monti è forte e arriverà a fine legislatura. Chi scegliesse di farlo cadere sarebbe responsabile della bancarotta» ha detto Casini convinto della scelta fatta.

In questo momento minacciare elezioni anticipate significa auto danneggiarsi o come dice casini “ tagliare il ramo dove si è seduti”, la manovra che è stata approvata non può essere “Bella”, come una medicina è spiacevole ma viene prese nei momenti di emergenza per guarire.

Un altro tema molto caldo in questi giorni è quello delle liberalizzazioni che divenatno un punto focale dello sviluppo. “Il centrodestra «serio» non si sottrarrà alle liberalizzazioni: «quel no significherebbe favorire rendite e monopoli e voltare le spalle ai consumatori e ai cittadini», con queste parole il leader dell’UDC ha voltuto sottolineare ancora una volta che non è più possibile sottostare a logiche antiche di clientelismi e lobby che ingessano il paese e soprattutto le speranze dei giovani di trovare uno spazio nella società.

“Le  liberalizzazioni significano più concorrenza e attenzione verso il consumatore e prezzi più bassi. “ ha continuato  Casini nel suo discorso, “Noi dobbiamo scalfire i monopoli, che vanno contro gli interessi dei cittadini. E’ chiaro che a liberalizzare si perde voti,  ma sappiamo che questa è una delle sfide nodali di questo Paese. E poi siamo davvero convinti che questi voti sono voti che perdiamo con i cittadini? Secondo me li perderemmo solo con qualche corporazione, ma contemporaneamente ne guadagneremmo altri, perché i cittadini le liberalizzazioni le vogliono.”

Il panorama politico che oggi vediamo cambierà velocemente e radicalmente nei prossimi 12 mesi, lo scossone che il sistema ha ricevuto è stato forte e nulla sarà come prima. Le alleanze  ma anche le forme partitiche non saranno più le stesse e tutte le formazioni avranno bisogno di nuove energie rappresentate da chi vuole partecipare alla rinascita democratica del paese.

Fondamentale la riforma elettorale che deve assolutamente essere varata prima delle prossime elezioni per permettere ai cittadini la scelta sui candidati, non scioglie ancora il riserbo sul tipo di nominale Casini mentre sia Fini che Rutelli nominano la scelta tedesca.

In una sala piena del pèalazzo dei congressi l’augurio per le prossime festività si fonde con la speranza di una nuova politica forte di una maggiore etica e di una massiccia partecipazione popolare, cosa che finora non è stato.

Alessandro Conte
 

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