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| Tullia Cubani a Roma con la sua “storia del castello di carta” |
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La mostra dell’artista Tullia Cubani, patrocinata dal Comune di Roma dal 6 al 20 aprile presso la Marco Gentile Factory. Sono i colori a farla da padrona in queste trenta opere che l’artista Tullia Cubani espone alla Marco Gentile Factory di Roma.Roma 4 aprile 2011 - Tra le opere esposte anche un “rotolone” di 25 metri in cui Tullia Cubani dipinge una storia più lunga e più avventurosa che affonda le radici sia nella sua infanzia immaginifica, sia nel suo presente maturo e sereno. Regione Digitale ha incontrato Tullia prima dell’inaugurazione del 6 aprile e offre il dialogo a quei lettori che non l’hanno mai incontrata prima nelle sue opere, o a coloro i quali avranno voglia di tuffarsi di nuovo nei suoi colori e nelle emozioni che trasmettono. Ad arricchire l’esposizione anche le composizioni tridimensionali di Alessandra Amstisci figlia di Tullia e soprattutto un’artista anche lei formatasi in seno alla famiglia tutta. Tullia Cubani esprime la sua arte in tanti modi: nell'art design, nell’art decor, nella Pittura: cosa nasce prima, come nasce l'arte di Tullia Cubani come prende forma? “Se pensiamo all' Arts and Crafts prima, e all'Art Nouveau subito dopo, vediamo che esiste sempre una tendenza dell'artista ad una ricerca del "bello", come espressione totalizzante, e che ci circonda in ogni momento della vita. Un artista "vivo" non pensa nei termini del museo che comprerà il suo quadro, pensa al quadro che vorrebbe avere davanti quando magari si fa la doccia. Per questo non vedo una "specializzazione" negli ambiti applicativi nel mio caso, né un "percorso", come amerebbero dire alcuni.. Su come nasce un artista credo sia una risposta che nessuno abbia mai saputo dare; ritengo che la spiegazioe più ovvia è che sia una esigenza vitale e basta. Si sente e gli si dà retta, anzi gli si DEVE dare retta...” Il mondo che dipinge ne "Mi racconto la storia delle carte" cosa narra: l'infanzia così come l'ha vissuta, l'infanzia come una fase dell’essere umano? Le fiabe che si scorgono sono quelle che racconteresti o hai raccontato ai bambini? “Ovviamene la storia di ognuno, e il periodo dell'infanzia soprattutto, condizionano ciò che si esprime ma non vedrei il mio raccontare pittorico in termini così categoricamente "psicologici". La riscoperta della sensibilità infantile è una conquista non facile per un artista che ha più facilità di esprimersi nella "pesantezza" che non nella "leggerezza" dell'infanzia. È più facile, dicono gli attori, far piangere che far ridere, cioè essere pesanti che leggeri. Il mio è un modo pittorico che in un certo senso "reclama" proprio la leggerezza come un dovere. II mondo dell'infanzia è un riferimento mentale e costruttivo non un ricordo o una nostalgia. Si tratta di mezzi espressivi e non di sedute psicanalitiche.” C'è in questo voler mettere in evidenza il colore un tentativo di “colorare” la realtà attuale, così urlante, tragica... fuori e dentro il nostro Paese? Oppure è un collante, vuole "curarla"? “Il colore è una componente fondamentale della pittura, quindi parlare di "metterlo in evidenza" non lo trovo significativo. Direi che uso campiture di colore piatte che nella storia dell'arte (vedi ad esempio Gauguin) si sono sempre distinte per una grande forza espressiva. Il colore serve inoltre a identificare e caratterizzare più accuratamente i "personaggi" dei miei quadri, che hanno sempre un disegno complesso e che tendo ad esaltare nel colore. La figura dell'artista "vate" che interpreta i suoi tempi non mi appartiene. L'artista vero è sempre portato ad avere una visione trascendente la realtà, altrimenti sarebbe solo un cronista, se il racconto storico prevalesse sul contenuto espressivo. Se Goya rappresenta la fucilazione del 3 maggio dubito che il suo desederio principale fosse far politica, credo che invece volesse esprimere una emozione intensissima.” Cosa unisce la tua arte a quella di Alessandra, tua figlia che in questa mostra partecipa con la sua scenografia in certo senso potenziando le tue opere? Cosa vi differenzia e insieme completa? ![]() “La nostra è una famiglia di artisti. Mio marito Giampaolo Amstici è un noto illustratore, quindi per noi dipingere un quadro, decorare una sedia con una figura pop, oppure fare per hobby una ceramica di Betty Page è normale, come per altri andare alla partita di calcio. Questo è quello che lega mia figlia e me. Dell'arte si dà spesso la immagine romatica o decadente dell'artista "maledetto" o "impegnato". L'arte è un modo di vivere non necessariamente "maledetto". Io e mia figlia, ad esempio, cuciniamo spesso insieme e certo non posso dire che ogni piatto riceverebbe ovazioni dal Gambero Rosso. Tuttavia è sempre una creazione "artistica", intesa come vita vissuta anche in cucina. Come, per citarne una sola, i lecca-lecca giganti lasciati ad asciugare sul frigorifero e colati, in forme meravigliose, non volute, sullo sportello. Io e mia figlia siamo legate da una meravigliosa complicità. Lei è bravissima a fare fantastici fumetti e ha una concezione tridimesionale legata anche al colore che è francamente non comune. Non credo si possa sempre parlare in termini di differenza e completezza, noi "viviamo" arte in modo quotidiano insieme. E questo è bellissimo.” Tullia Cubani diplomatasi prila all’Istituto Statale d’Arte di Trieste e nel 1970 all’Accademia di Belle Arti di Venezia si trasferisce prima a Milano dove ha collaborato con ditte di arredamento e di pubblicità; negli anni ottanta torna a Trieste e comincia a insegnare materie artistiche. Nella sua carriera si è dedicata, oltre alla pittura, anche alla decorazione di interni in diversi ambienti tra cui hotel, ristoranti e navi da crociera. Alessandra Amstici nasce a Milano nel 1976, si diploma all'Istituto Statale d’Arte di Trieste e nel 2000 si laurea in Beni Culturali a Udine. Lavora nel campo della grafica e dell’arte, ha collaborato con la madre, con l'Amstici House per la decorazione d'interni della nave Carnival Conquest, della Costa Fortuna e della Carnival Splendor così come per le decorazioni del centro commerciale Torri d'Europa. Simona Zecchi |













La mostra dell’artista Tullia Cubani, patrocinata dal Comune di Roma dal 6 al 20 aprile presso la Marco Gentile Factory. Sono i colori a farla da padrona in queste trenta opere che l’artista Tullia Cubani espone alla Marco Gentile Factory di Roma.

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