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| Scienza: Gli USA plaudono docente italiano e sua equipe per studi su malattie cardiovascolari |
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L’obiettivo dell’IRCCS Neuromed diretto dal prof. Lemno: trasformare la ricerca in nuove cure per le patologie cardiovascolari Roma 25 gennaio 2012 – Ancora una volta succede che la ricerca italiana scala le classifiche internazionali e vede indiscussamente riconosciuto il merito degli studi fatti nei laboratori nostrani. Riflettori puntati in questo caso sul professore Giuseppe Lembo e sul laboratorio Neuromed dell’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed di Pozzilli (IS) dove dirige gli studi di angiocardioneurologia, le cui ricerche sono tra le più interessanti a livello europeo. A decretarlo è la prestigiosa rivista scientifica americana, Circulation, che nell’ultimo numero ha dedicato ampio spazio al laboratorio di angiocardioneurologia e al suo responsabile, il cui lavoro è indirizzato nella ricerca di nuove cure per i pazienti affetti da patologie cardiovascolari. Nell’ultimo numero della più prestigiosa rivista scientifica internazionale in campo cardiovascolare, è stato fatto uno spotlight dedicato a Lembo, responsabile delle unità cliniche e di ricerca di angiocardioneurologia dell’IRCCS molisano e docente ordinario dell’Università Sapienza di Roma presso il Dipartimento di Medicina Molecolare. E nonostante le problematiche e le difficoltà in cui vessa la ricerca italiana, il professore Lembo è stato individuato dalla nota rivista, come uno dei più interessanti scienziati europei dedicati alle ricerche in ambito cardiovascolare. Un’attenzione, quella riservata al professore napoletano in forza al Neuromed, che da grandi soddisfazioni per la ricerca made in Italy. Anche se lascia un po’ d’amaro in bocca: da anni i nostri ricercatori lamentano mezzi e risorse limitati e nonostante questo continuano a dare un incredibile apporto alla scienza in tantissimi settori. Persone che all’estero sono riconosciute e apprezzate per il lavoro che svolgono e per il contributo che danno alla ricerca internazionale, ma che in Italia fanno i salti mortali per arrivare a questi livelli. Di cosa sarebbero capaci se fossero messi nelle stesse condizioni dei colleghi all’estero? Troppo spesso sentiamo la storia, sempre uguale, di talenti italiani, formati nelle nostre università, che contribuiscono alla crescita scientifica di altri paesi. L’apprezzamento per il lavoro del professore Lembo deriva dal comprovato impegno professionale che l’ha portato, ad oggi, ad avere al suo attivo circa 200 articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali, che affrontano principalmente le tematiche riguardanti l’ipertensione arteriosa e il danno che causa ai suoi principali organi bersaglio: cuore, vasi e cervello. L’operato del Prof. Lembo, si legge nell’articolo su Circulation, ha portato ad un tale sviluppo del laboratorio di angiocardioneurologia dell’IRCCS Neuromed da farne un punto di riferimento in ambito internazionale. Ma a Lembo va anche il merito di aver allargato il campo d’interesse dell’istituto molisano che oggi, a 30 anni dalla sua fondazione, integra in maniera unica la propria vocazione orientata alle neuroscienze con la medicina cardio e neurovascolare. Judy Ozkan, la giornalista che ha scritto di lui per la rivista americana, lo ha definito “un clinico e un ricercatore entusiasta e dedicato, che conduce un gruppo dedicato a ricerche molecolari e traslazionali in ambito cardio e neurovascolare, e allo stesso tempo impegnato nei più importanti trials clinici internazionali”. Nelle sue ricerche infatti, il genio nostrano è affiancato da colleghi di altissimo livello. Non a caso, l’organizzazione dei Keystone Symposia, che ha lo scopo di riunire scienziati di alto profilo in ambito internazionale su tematiche biomediche e di scienze della vita, ha appena assegnato a Daniela Carnevale, ricercatrice del gruppo di Lembo, un premio per celebrare i suoi meriti in materia. La riconoscenza le è stata consegnata pochi giorni fa da Napoleone Ferrara, scienziato italiano all’estero ormai da decenni e personalità indiscussa nell’ambito dell’angiogenesi, una vera istituzione in questo campo, nonché organizzatore di uno dei Keystone Symposium proprio sul tema dell’angiogenesi, che ha radunato a Salt Lake City in Utah (USA), i migliori ricercatori provenienti da ogni parte del mondo. Dissezione dei processi infiammatori coinvolti nei danni cardio e neurovascolari indotti dall’ipertensione arteriosa. Sono questi gli aspetti su cui la dottoressa Carnevale ha focalizzato, con successo, la ricerca, sin da quando, 4 anni fa, ha cominciato a lavorare nel laboratorio del prof. Lembo, presentando al meeting americano i risultati di una di queste linee di ricerche. Apprezzatissima la qualità scientifica del lavoro condotto dalla Carnevale, che a riprova di ciò ha ricevuto numerosi inviti a conferire in meeting internazionali per presentare i risultati raggiunti. Un contributo preziosissimo quello fornito dalla dottoressa Carnevale che si somma a quello degli altri membri dell’equipe afferente ai laboratori e all’unità clinica di angiocardioneurologia. E con questi validi elementi Lembo si augura “di traslare le scoperte molecolari in nuovi approcci diagnostici e terapeutici per il trattamento delle malattie cardiovascolari”, dichiarandosi “determinato a continuare il mio lavoro sui percorsi molecolari”. Insomma ricerca che non sia fine a se stessa ma per mettere a disposizione dei pazienti le nuove scoperte scientifiche. Francesca Toscano |











