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| Gli addittivi alimentari, questi sconosciuti. |
| Innovazione & Ambiente |
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E 202, E 300, E 621. Sigle a prima vista incomprensibili, che tuttavia finiscono nei nostri carrelli quando facciamo la spesa al supermercato. Sono gli additivi, termine che può suscitare in noi consumatori un atteggiamento di diffidenza, dettato soprattutto dalla scarsa conoscenza di tali sostanze. Roma 19 settembre 2011 - Eppure non sono una novità assoluta. Le civiltà del passato usavano aceto, sale e zucchero per conservare i cibi; gli antichi Egizi aggiungevano gli aromi per rendere i menu più appetitosi e i Romani utilizzavano nitrato di potassio, spezie e coloranti per conservare e migliorare l’aspetto delle pietanze. Questi metodi naturali, ancora oggi in uso, sono gli antenati degli additivi che l’industria, a partire dagli anni ’50, impiega nei prodotti alimentari che arrivano sulle nostre tavole. Di che si tratta? sono sostanze che vengono aggiunte ai cibi perché svolgono specifiche funzioni. Si suddividono in 3 gruppi: La lettera “E” indica che l’additivo è stato approvato dall’Unione Europea, il numero che segue è la sua “carta d’identità” (nome + categoria di appartenenza: colorante, emulsionante, conservante, ecc..). |











