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Arriva in tavola il super pomodoro
Innovazione & Ambiente
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In un mercato dominato da Cina e Stati Uniti, i produttori di pomodoro più importanti a livello internazionale, con esportazioni verso l’Italia in crescita rispetto allo scorso anno, l’arrivo sulle nostre tavole del primo “superpomodoro made in Italy” fa notizia.

Roma 25 luglio 2011 - E’ un prodotto 100% italiano, dall’orto ai banconi di vendita, e gode dell’appellativo di “superpomodoro” non perché ha dimensioni giganti ma per l’alto contenuto in licopene, una sostanza antiossidante che protegge il nostro organismo dalle malattie combattendo i radicali liberi.
Il “Pomì L+”, questo il marchio di vendita del prodotto dalle virtù salutistiche, è il risultato di una recente sperimentazione condotta in Italia nell’ambito del Progetto Coldiretti “una filiera agricola tutta italiana”.

L’attività sul campo ha coinvolto una trentina di aziende agricole, localizzate soprattutto in Emilia Romagna e in Lombardia, ma anche in Piemonte e in Veneto. Dopo una prima fase operativa nella quale è stata selezionata la varietà di pomodoro ricca di licopene, si è proceduto alla coltivazione dei semi, seguendo disciplinari di produzione rispettosi dell’ambiente e delle risorse naturali e senza ricorrere ad Organismi Geneticamente Modificati (OGM).

Il prodotto raccolto è stato trasferito allo stabilimento di trasformazione e poi avviato alla commercializzazione, gestita da due cooperative di agricoltori.  
Perché, tra i vari ingredienti benefici, si concentra l’attenzione sul licopene?
Recenti studi scientifici suggeriscono che questa sostanza, molto abbondante nel pomodoro e nei suoi derivati, svolge un’azione protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di cancro.

Tuttavia, non è stato ancora dimostrato in che modo il licopene protegge il nostro organismo da queste patologie e quanto un soggetto ne dovrebbe assumere per non ammalarsi. Quindi, se da un lato è opportuno raccomandare il consumo dei pomodori per l’equilibrio della dieta e per la loro azione antiossidante, dall’altro sono necessari ulteriori studi per stabilire “quanti” pomodori si devono ingerire  (e con quale frequenza) per ridurre il rischio di malattia grazie al licopene. Insomma, per il momento è bene non ricorrere ad inutili quanto dannose “abbuffate”.

Giuseppe Lai

 

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