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Approvate dal Consiglio regionale del Lazio le “Norme in materia ambientale e di fonti rinnovabili”. La legge, votata a maggioranza dall’Aula con 38 voti favorevoli e 18 contrari, punta ad introdurre misure semplificatrici a favore dell’adozione di tecnologie pulite ed efficienti per la produzione di energia elettrica. Il testo interviene sulle norme regionali per valutazione ambientale strategica (Vas), valutazione di impatto ambientale (Via) ed autorizzazione integrata ambientale (Aia).
Roma 14 novembre 2011 - La legge regionale approvata dispone l’aumento, relativamente a determinati impianti, delle soglie ad oggi previste, oltre le quali i relativi progetti sono sottoposti a verifica di assoggettabilità a Via. Le soglie sono state incrementate del 30% per gli impianti industriali non termici di produzione di energia, acqua calda e vapore con potenza superiore ad un megawatt. Crescono del 30% pure le soglie per gli elettrodotti aerei esterni con tensione superiore a 100 KW e con tracciato di lunghezza superiore a 3 chilometri. Gli incrementi, in entrambi i casi, non possono essere applicati ai progetti localizzati nei siti appartenenti alla rete Natura 2000.
Il testo estende la procedura abilitativa semplificata, prevista dal recente decreto sulle rinnovabili, agli impianti per la produzione di energia elettrica con una capacità di generazione fino ad un megawatt. E' stata estesa, inoltre, la comunicazione relativa alle attività in edilizia libera ai progetti di impianti alimentati da fonti rinnovabili con potenza nominale fino a 50 KW. L’estensione è riconosciuta anche agli impianti fotovoltaici da realizzare sugli edifici nonché a quelli, sempre fotovoltaici, i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline, precedentemente autorizzate. E’ fatta salva la disciplina in materia di risorse idriche e di valutazione di impatto ambientale. Le disposizioni sull'innalzamento delle soglie si applicheranno ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge. Soddisfatta la maggioranza “Con la proposta di legge, ha spiegato il consigliere Andrea Bernaudo, si intendono promuovere la crescita e le tecnologie di produzione energetica a minor impatto ambientale e più efficienti, per perseguire le finalità di sviluppo e una politica ambientale del ‘fare’ che punti sul progresso e sulla libera iniziativa economica. Le misure di semplificazione previste dalla legge per la promozione delle energie verdi seguono le ultime disposizioni dettate dal legislatore statale in materia di incentivi”. Tra gli effetti della legge figura la definizione di soglie oltre le quali sorgerà l’obbligo per determinati progetti di esser sottoposti a verifica di assoggettabilità. “Questa modifica, secondo il presidente della commissione Ambiente, Roberto Carlino, permetterà una semplificazione amministrativa e un lavoro di controllo sui progetti e le attività economiche, consentendo gli approfondimenti su quelle che realmente possono incidere in maniera negativa sull’ambiente. Tutto ciò, in aggiunta, non graverà sul bilancio regionale. Abbiamo voluto rendere più severi i limiti di applicazione di questa legge, facendo inserire i siti della Rete Natura 2000”. Le critiche dell’opposizione Voto contrario da parte del relatore di minoranza, Rocco Berardo (Lista Bonino Pannella), il quale ha presentato numerosi emendamenti, (respinti) per introdurre dei vincoli a tutela di territorio, agricoltura e aree protette. “Con questa legge non abbiamo tolto burocrazia, ma abbiamo tolto norme per la salvaguardia dell’ambiente. Con la legge Bernaudo vengono abrogate norme regionali su Via, Vas e Aia rinviando la disciplina alle norme nazionali. Contraria anche Daniela Valentini (Pd), preoccupata in particolare per l’abrogazione delle competenze regionali e Filberto Zaratti (Sel), che ha definito la legge inutile, se non dannosa: “Rispetto agli impianti a terra le procedure sono già sufficientemente semplificate, andrebbe incentivato l’uso domestico e il riutilizzo delle superfici già coperte”. Critico Ivano Peduzzi (FdS) il quale ritiene necessaria una programmazione energetica del tutto assente nei 18 mesi di governo Polverini: “Abbiamo partorito un topolino non solo inutile, ma anche pericoloso”. Il testo licenziato dalla commissione Ambiente prevedeva su proposta del consigliere Giuseppe Rossodivita (Lista Bonino Pannella) il trasferimento della competenza al rilascio dell’autorizzazione integrata alla Regione. Con un emendamento di Giunta l’aula ha restituito tale potere alle Province, riservandolo alla Regione solo per gli impianti legati al ciclo dei rifiuti. M.M. |