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“All I remember" la mostra personale di Elisabetta Benassi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 28 Luglio 2010 20:52

Una lampada morse utilizzata per la segnalazione sulle navi da guerra proietta lampi di luce in codice morse all’interno di una stanza.Significato: ALL I REMEMBER

 

Roma 29 luglio 2010 - . Questo è il titolo della mostra dell’artista romana Elisabetta Benassi che è in corso presso la Galleria Magazzino d’Arte a Roma. “All I remember” è anche il titolo del romanzo mai pubblicato di Gertrude Stein da cui l’artista parte per realizzare il suo progetto che si è sviluppato nel corso degli ultimi due anni e che ora arriva alla sua prima presentazione: la ricerca e la costruzione di un archivio di “immagini” attraverso le parole. Nella stanza principale, resa buia e vuota, una lampadina sospesa da un filo illumina una macchina per microfilm che fa scorrere con ritmo sistematico immagini recuperate dagli archivi di stampa italiana e internazionale che Benassi ha raccolto in questi anni.

L’originalità  del progetto è nel mostrare solamente il retro della foto dove solitamente sono impresse la didascalia dell’immagine, la data, il riferimento di archivio, le note manoscritte e talvolta appunti schizzati. Dati indispensabili per documentare quel “fatto” accaduto negli anni passati e allo stesso tempo significativi per la costruzione di un archivio “immaginario”, puramente verbale, che l’artista propone al visitatore . E’ una sorta di ricostruzione, attraverso le parole, di fatti quotidiani, di cronaca, di spettacolo e di eventi memorabili che hanno segnato la storia italiana. Un ritratto originale, curioso e inedito del Novecento dove memorie e ricordi rivivono in una elaborazione intimista e  allo stesso tempo appartengono ad una memoria collettiva.


La mostra inoltre propone una serie di acquarelli dal titolo Them che riproducono in maniera fedelissima quasi fotografica gli stessi dorsi delle foto d’archivio. Una rielaborazione pittorica della stessa ricerca fatta con le foto. L’artista nuovamente sottrae l’immagine allo spettatore che viene a trovarsi nella condizione di poter immaginare con la propria fantasia cosa realmente e misterioso è fotografato sul davanti utilizzando tracce di memoria.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Luglio 2010 20:56