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Lunedì 05 Luglio 2010 18:28

Antonio Pennacchi e Silvia Avallone, l’Oro e l’Argento della Letteratura Italiana – polemiche e aspettative


Roma 6 luglio 2010 - Quest’anno il testa a testa al Premio Strega  al Ninfeo di Villa Giulia ha visto vincitore per la quarta volta volta consecutiva un autore della Mondadori.

Il libro “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi ha vinto in un ‘corpo a corpo’ serrato con l’esordiente di “Acciaio” di Silvia Avallone (Rizzoli): 133 punti contro i 129 che hanno entrambi distanziato però gli altri finalisti: terzo con 59 voti si è classificato Paolo Sorrentino con 'Hanno tutti ragione' (Feltrinelli); quarto con 38 voti, Matteo Nucci con 'Sono comuni le cose degli amici' (Ponte alle Grazie); ultimo posto con 32 punti per Lorenzo Pavolini con 'Accanto alla tigre' (Fandango).

Il Presidente della Giuria Tiziano Scarpa, vincitore dello scorso anno con “Stabat Mater” e il direttore della Fondazione Bellonci nonché noto linguista, Tullio De Mauro hanno consegnato il 1 luglio il premio al sessantenne scrittore di Latina, ex operaio e ormai consacrato autore di “Il Fasciocomunista” ma anche di “Palude” e “Una nuvola rossa” questi ultimi due precedenti con Donzelli.

Figlio di coloni giunti dal Veneto per la bonifica dell'Agro pontino, Pennacchi nasce in una famiglia numerosa con altri sei fratelli e questo è il tema del suo libro, ma anche in un certo senso ciò che lo ha ispirato nelle sue opere precedenti. Ovvero la palude pontina, il sacrificio di donne e uomini che restituiscono alla vita un grande pezzo di territorio nazionale tra stenti e vessazioni.

Un premio questo dello Strega che ancor prima di essere assegnato aveva già creato le solite polemiche suscitando aspettative: con la partecipazione di Walter Veltroni e il suo “Noi” (Rizzoli) che invece ha poi rinunciato alla candidatura per evitare polemiche, e l’iniziale scelta della Mondadori con un esordiente Alessandro D’Avenia con “Bianca come il latte e rossa come il sangue”. Aspettative prima e polemiche dopo fuori e dentro il web soprattutto, che sembra essere diventato tra le altre cose anche la piazza della discussione per ogni cosa non ultima quella letteraria.

Dal più ‘sociale’ Facebook (che come è noto è anche casa di scrittori e critici letterari) ai più specifici blog come “Nazione Indiana” e “Lipperatura” di Kataweb   le battute hanno costruito parole graffianti e senza risparmio per questo o quel protagonista scrittore o casa editrice del caso.
La polemica che tutt’ora rimane in corso, tuttavia, è quella forse più evidente perché riguarda la partecipazione in blocco e continua delle case editrici che appartengono al premier italiano, Silvio Berlusconi.

dicevamo che è stata la quarta volta incluso “Stabat Mater” di Scarpa perché proveniente da Einaudi, ma già nel 2007 con Niccolò Ammaniti e nel 2008 con Paolo Giordano e la sua “Solitudine dei Numeri Primi”, Mondadori si era aggiudicata il premio. La discussione, spostandosi su quotidiani e settimanali poi, ha anche riguardato in modo più approfondito i futuri progetti editoriali del premier che sembrano volersi rivolgere alla RCS in crisi per poterla così regalare alla figlia Barbara, prossima alla laurea in filosofia, la quale da tempo ha espresso il suo desiderio di occuparsi di editoria.

Secondo “L’Espresso”, infatti, il Presidente del Consiglio, oltre a voler fare un regalo alla figlia di Veronica Lario che da tempo scalpita, vorrebbe anche prendere il controllo sui periodici come “Oggi”, “Amica” e “Bravacasa” aggiungendoli al già ricco parterre dello stesso trend come “Chi”, “Donna Moderna”, ecc. per poi passare alla Rizzoli libri e prendersi in questo modo un altro bel pezzo dell’editoria italiana. Fino ad arrivare a contare di più nel quotidiano nazionale tra i più importanti “Il Corriere della Sera”. Ma per saperlo con certezza dovremo aspettare la decisione strategica di RCS mediagroup che nel prossimo piano industriale dovrebbe presentare l’idea – finora indiscrezione – di conservare il Corriere più i quotidiani ad esso allegati e cedere appunto i periodici.

Secondo l’Espresso tuttavia l’ago della bilancia potrebbe essere Massimo Pini il quale, già vicepresidente di Aeroporti di Roma e consigliere in quota Unicredit dell'Istituto europeo di oncologia nonché in perenne società con Ligresti, è stato appena nominato Vicepresidente della Rcs Periodici con ampi poteri però su tutta la holding.  Un uomo del PDL, dunque, consigliere di Gasparri tra il 2000 e il 2005. Ne vedremo delle belle.Intanto la letteratura cerca di salvarsi da questo listone di nomine, cariche e monopoli (che lo stesso Strega rappresenta in un ragionato alternarsi di case editrici) fino a che potrà.

Simona Zecchi