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Efficienza e risparmio energetico principi della FIRE PDF Stampa E-mail
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La federazione dal 1988 si occupa di studiare e promuovere abitudini virtuose che rispettino l’ambienteEfficienza energetica. E’ questo il motore alla base della Fire, la Federazione italiana per un uso razionale dell’energia, l’organizzazione tecnico-scientifica che si occupa della promozione di abitudini a risparmi energetico.

 


Roma 11 marzo 2010  -  Si tratta di una Federazione che opera sotto molteplici aspetti: se da un lato, infatti, l’intento è quello di informare, promuovere e aggiornare i propri associati e gli energy manager, dall’altro si occupa anche della formazione di esperti in questo settore. Buone pratiche di efficienza energetica e vantaggi per l’ambiente e gli utenti finali, sono gli obiettivi della Federazione, a cui sono associati Enti Locali, Università, centri di ricerca e varie aziende, oltre a quelli che per la Legge 10/91 sono definiti energy manager.  Nata nel 1988 dall'ENEA- Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente- dall'AIGE -Associazione italiana per la gestione dell'Energia - e dal EMC - Energy Manager Club- la federazione opera soprattutto grazie al contributo dei soci, cui si aggiungono le collaborazioni con altri soggetti istituzionali e privati, il supporto da parte dell'ENEA e la collaborazione con l'ISNOVA. Da quasi un decennio poi, la FIRE gestisce a titolo non oneroso, su incarico del Ministero dello Sviluppo Economico, la rete degli energy manager individuati ai sensi della Legge 10/91, recependone le nomine e promuovendone il ruolo attraverso varie iniziative. Oltre cinquecento i soci, tutti coinvolti nella filiera energetica: produttori e distributori di energia, grossisti, ESCO, produttori di tecnologie efficienti, studi di ingegneria e liberi professionisti, energy manager, enti locali, associazioni, università ed enti di ricerca. E sono proprio loro il punto di forza della Federazione: l’eterogeneità dei soci, infatti, permette di avere un approccio multidirezionale al tema dell’energia e di affrontare le problematiche sotto vari punti di vista. Fra i principi rivendicati c’è il ruolo super partes e la collaborazione con i soggetti del settore, oltre alla condivisione delle conoscenze acquisite. Tutto questo nella Fire si traduce in una costante opera di propulsione dei risultati ottenuti attraverso corsi di aggiornamento, conferenze, seminari, oltre alla rivista “Gestione Energia” e alla partecipazione a specifici progetti, promossi anche dalla comunità europea, fra i  quali Greenlight, Eurocontract, e-Quem ed Enerbuilding. Tuttavia per la “nazionale degli Energy manager”, come è stata definita la federazione dalla trasmissione radiofonica Caterpillar, l’attività spesso è in salita. Nonostante l’interesse crescente per le energie rinnovabili, la green economy e la ricerca di abitudini virtuose che rispettino l’ambiente “non è facile individuare percorsi logici che colleghino le varie decisioni politiche” come rivelato dall’ing. Giuseppe Tomassetti, vicepresidente della FIRE, in un’intervista dal titolo Quale futuro per gli usi termici delle biomasse? Il motivo? “Accanto alle urgenze e priorità del Sistema paese, ci sono la cucina politica quotidiana dei partiti e le diverse modalità con cui le strutture rispondono agli stimoli. Ogni legge indica obiettivi e dispone delle risorse ma chi “pone mano a esse?” e impedisce che restino inapplicate? La Pubblica Amministrazione fornisce pareri di conformità ma non promuove e non sceglie fra le proposte degli operatori” spiega Tomassetti che è anche .presidente della TCVVV e della sezione fonti rinnovabili del CTI, senza contare che è attivo sui temi dell’energia dal 1961. Ma la Fire non si rivolge solo ai tecnici e agli esperti: il passo successivo alla rete di contatti è il rafforzamento delle proprie iniziative rivolte ai decisori pubblici ed al management aziendale, agli organi di informazione e di formazione, ai cittadini comuni, con siti web dedicati, eventi fieristici, convegni e indagini. Alla base di questa decisione c’è la chiara consapevolezza che la promozione di comportamenti energeticamente parsimoniosi non possono avvenire senza il coinvolgimento anche dei non addetti ai lavori. Un’informazione, dunque, a trecentosessanta gradi e a tutti i livelli.

Francesca Toscano

 

 

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