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La sicurezza alimentare nell'Unione Europea : il sistema di allerta rapido PDF Stampa E-mail
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Nel corso del 2010 sono state ben 3358 le segnalazioni del Sistema di Allerta europeo. Di queste, il 50% ha riguardato alimenti e mangimi che le autorità di frontiera hanno respinto ai confini perché non conformi alle norme sulla sicurezza alimentare.

 

Roma 14 novembre 2011 - Il dato emerge dal recente Rapporto annuale del RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed), il Sistema di Allerta Rapido per gli Alimenti e i Mangimi. Nel documento è riportato un elenco di prodotti, circolanti all’interno della comunità europea, che, all’analisi, contenevano microrganismi e sostanze ritenute a rischio per la salute: germi patogeni, micotossine, metalli pesanti. In evidenza gli episodi che nel 2010 hanno “fatto notizia”, come le mozzarelle blu trovate in Italia o la diossina nei mangimi in Germania, senza dimenticare i frammenti di vetro nel caffè in Francia.

Perché, si chiedono i consumatori, accade tutto questo?
E’vero che non si può attribuire la responsabilità di tali eventi alle transazioni commerciali tra i vari Paesi europei; la libera circolazione dei prodotti offre tanti vantaggi ed è uno dei punti di forza di un’economia di mercato aperta agli scambi internazionali. Ma è altrettanto vero che i Paesi UE sono chiamati ad elevare gli standard di sicurezza per i propri cittadini e a fronteggiare i rischi connessi a tali transazioni. Questo è il principale obbiettivo del Sistema di Allerta Rapido: difendere la salute dei consumatori europei. In che modo?

Il Sistema di Allerta è formato da punti di contatto, presenti in tutti i 27 Stati dell’Unione, che permettono lo scambio rapido di informazioni su alimenti e mangimi che possono costituire un rischio per i cittadini. Tra i suoi membri anche la Commissione Europea e l’EFSA, l’Autorità per la Sicurezza Alimentare. Quando un Paese dell’UE dispone di informazioni su un prodotto alimentare non conforme alla legge, tramite il proprio punto di contatto invia subito la comunicazione alla Commissione Europea, la quale a sua volta informa tutti gli altri Stati Membri attraverso le cosiddette “notifiche”. Vi sono quattro tipi di notifica: 1) le comunicazioni di allerta, inviate quando l’alimento è presente sul mercato e rappresenta un grave pericolo per la salute, che impone un intervento rapido; 2) le comunicazioni informative, utilizzate quanto l’alimento non è presente sul mercato e il livello di rischio non comporta l’adozione di misure immediate; 3) i respingimenti ai confini, che riguardano alimenti e mangimi sottoposti ad analisi e rifiutati dalle autorità di frontiera perché ritenuti a rischio per la salute; 4) le notizie, cioè le informazioni sulla sicurezza di alimenti e mangimi che non costituiscono allerta o comunicazione informativa ma che sono utili alle autorità di controllo.

I Paesi Membri, ricevuta la notifica, adottano le misure più opportune che poi riferiscono alla stessa Commissione Europea; nei casi più gravi possono, ad esempio, ritirare o richiamare un prodotto dal mercato.

Giuseppe Lai

 

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