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| Cibi alla diossina: dal 2012 più sicurezza per i consumatori |
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Lo scorso 21 ottobre gli Stati Membri dell’UE hanno dato il via libera a quattro provvedimenti della Commissione Europea, che mirano a ridurre il rischio di contaminazione da diossina di alimenti e mangimi. Queste misure, che saranno adottate dai Paesi dell’Unione entro la metà del 2012, sono state decise in seguito ai casi allarmanti di uova e mangimi provenienti dalla Germania, uno scandalo che si era poi esteso alla Francia e alla Danimarca.
Dal suolo entrano nella catena alimentare, contaminano prima i vegetali e da questi passano agli animali erbivori, ai carnivori e all’uomo. Negli animali si concentrano nei grassi e la principale fonte di contaminazione da diossina per l’uomo sono proprio gli alimenti di origine animale che li contengono: uova, formaggi e prodotti della pesca, per fare qualche esempio. Una proprietà di queste sostanze è quella di permanere nell’ambiente e nei sistemi biologici per lunghi anni e questo ne aumenta enormemente la pericolosità. Quattro, come ricordato all’inizio, i provvedimenti in vigore dal prossimo anno, che prevedono le seguenti linee di intervento in tema di sicurezza alimentare: 1) l’obbligo di approvazione, da parte dell’Autorità competente, delle aziende che producono mangimi con oli vegetali e prodotti che derivano da oli vegetali; 2) l’indicazione chiara in etichetta dei grassi destinati alla produzione di alimenti e mangimi; 3) l’introduzione di test sulla diossina a livello europeo; 4) l’obbligo per i laboratori di analisi di notificare direttamente alle autorità competenti i livelli di diossina superiori alla norma. Oltre all’obbiettivo concreto di proteggere la salute pubblica, con tali misure l’Unione Europea si propone di aumentare il livello di fiducia dei consumatori sulla sicurezza alimentare, messo a dura prova dai fatti di cronaca che riportano spesso allarmi alimentari e casi di frode o alterazioni che riguardano i cibi che consumiamo ogni giorno. Nel caso specifico, la parola d’ordine è prevenzione: evitare, cioè, misure drastiche successive all’immissione dei prodotti sul mercato, come lo stop delle vendite e il ritiro dalla circolazione di cibi contaminati da diossina. Anche dal punto di vista economico, infatti, i costi da sostenere per applicare tali norme preventive sono molto inferiori a quelli necessari per far fronte alle conseguenze dell’incidente alimentare. |
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