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Bere moderato e corretta alimentazione. studiosi a confronto in un seminario alla Certosa di Pontignano PDF Stampa E-mail
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Si è svolto recentemente alla Certosa di Pontignano, Siena, un’interessante seminario sul bere responsabile nell’ambito della dieta mediterranea e dello stile di vita italiano.

Roma 27 giugno 2011 - Autorevoli relatori hanno presentato i risultati delle ricerche sugli effetti del consumo moderato del vino e delle altre bevande alcoliche all’interno di un corretto regime alimentare. 32 gruppi di studio, 6 enti di ricerca e 15 Università sono i numeri che testimoniano il contributo di tanti ricercatori italiani a tenere alto l’impegno scientifico su un argomento - il rapporto alcool-salute - che riguarda molti cittadini, dai giovani agli anziani, in un contesto come il nostro fatto di cultura, tradizioni ed enogastronomia unici al mondo.

I risultati degli studi confermano innanzitutto un dato già da tempo noto agli esperti: l’assunzione regolare di alcol a dosi moderate riduce l’incidenza delle malattie cardiovascolari. Inoltre, è stato riscontrato che anche la mortalità associata a tutte le malattie tende a diminuire in modo significativo con il consumo moderato di bevande alcoliche. Su tali conclusioni scientifiche mi sembrano opportuni dei chiarimenti, a partire dai concetti di “quantità moderata” e “dosi moderate”.

Nel nostro Paese, le Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana dell’INRAN danno una definizione tecnica di “dose moderata” di bevande alcoliche, che recepisce tra l’altro le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il consumo è moderato se l’assunzione giornaliera non supera 2-3 unità alcoliche per l’uomo e 1-2 unità alcoliche per la donna. Gli anziani e i giovani tra i 16 e i 18 anni non devono superare 1 unità alcolica al giorno mentre agli adolescenti sotto i 16 anni si raccomanda l’astensione da qualsiasi tipo di consumo. In termini pratici, 1 unità alcolica è quella presente in 1 bicchiere piccolo (125 ml) di vino di media gradazione o in una lattina di birra (330 ml). Al di sopra di questi valori si è consumatori a rischio, in altre parole l’alcool può esercitare effetti tossici sull’organismo.


Dunque, 2 piccoli bicchieri di vino nei pasti principali è la raccomandazione rivolta a chi sta bene, non è in sovrappeso e gode di buona salute. Ma non dimentichiamo che le Linee Guida si rivolgono alla “popolazione italiana” e non al singolo individuo. E’ quindi responsabilità di ognuno di noi accertare, sulla base di indagini cliniche, che il nostro stato di salute è compatibile con il consumo “moderato” di bevande alcoliche, valutando eventuali controindicazioni così come abitudini e stili di vita individuali.    


Un’altra considerazione riguarda il dato, emerso dagli studi, che bere abitualmente a dosi moderate riduce la mortalità associata a tutte le malattie. Questo è vero, ma non significa assolutamente che il vino va usato a scopo terapeutico. Chi, ad esempio, è astemio per scelta o per altre ragioni, può tranquillamente restare tale. Infatti le sostanze antiossidanti che si ritrovano in particolare nel vino rosso e di cui sono dimostrate le proprietà salutistiche, si possono assumere con il consumo adeguato di frutta e verdura, alimenti che a pieno titolo devono far parte del nostro menu quotidiano nel quadro di una corretta alimentazione in perfetto “stile mediterraneo”.

Giuseppe Lai

 

 

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