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Naufragio al Giglio: L’incubo riaffiora dopo un secolo: non suonava l’orchestra ma le modalità del naufragio rievocano il Titanic. PDF Stampa E-mail
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Protagonista la Concordia, nave da crociera della Costa, inaugurata nel 2005 come la nave più grande d’Europa, dal nome che simbolicamente vuole omaggiare la fratellanza fra i popoli.


Roma 16 gennaio 2012 - Un Titanic tutto italiano da centododicimila tonnellate, millecinquecento cabine, una capacità di accoglienza di 3.780 passeggeri e mille uomini di equipaggio, con gli interni firmati dal celebre architetto Joe Farcus e seimila opere tra copie e originali di artisti di fama internazionale. È iniziata per gioco la strage che venerdì 13 gennaio alle ore 21.30 ha coinvolto la Costa Concordia. La nave infatti si è incagliata a pochi metri dalla costa dell’Isola del Giglio forse per un saluti spensierato a un ex comandante residente nell’isola.

E così uno squarcio di 70 metri sulla fiancata sinistra della nave ha provocato nel giro di pochissimo tempo un’inclinazione di 80° sulla fiancata destra ed ha costretto 4.229 persone a conquistare disperatamente una scialuppa per salvarsi dall’imminente tragedia di un naufragio.
La domanda che ci si pone prima di tutto è come mai una nave da crociera possa viaggiare sottocosta per far ammirare il paesaggio ai turisti..e ancora se sia lecito il comportamento del comandante che non ha abbandonato per ultimo la nave quando c’erano a bordo ancora 230 passeggeri e non ha personalmente diretto le operazioni di soccorso delegandole a sottoufficiali.

Ancora altre sarebbero le cose da denunciare, prima tra tutte la mala-gestione dei soccorsi a bordo: la guardia costiera arrivata dopo troppo tempo, l’equipaggio (per la maggior parte straniero) incapace di capire gli ordini, e infine le scialuppe insufficienti perché finite sui ponti sottostanti. Un vero e proprio incubo se pensiamo alla pubblicità della Costa Crociere e all’agognato desiderio di vacanza di chi era su quella nave. Alla fine di questa apocalisse, ancora una volta l’uomo ha perso contro il mare ed ha infranto tanti sogni..da capire se però sia stato solo colpa del mare o l’uomo stesso sia stato superficialmente artefice del proprio triste destino..

Valeria Marcon

 

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