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Gli alimenti con proprietà salutistiche: un regolamento europeo tutela i consumatori PDF Stampa E-mail
Alimentazione - Alimentazione
Lunedì 16 Gennaio 2012 06:53
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Quando facciamo la spesa al supermercato e diamo un’occhiata ai prodotti presenti sugli scaffali, capita spesso di leggere su alcune confezioni le diciture “a basso contenuto di grassi”, “senza zuccheri aggiunti” oppure “ad alto contenuto di fibre”.

Roma 16 gennaio 2012 - Sono i cosiddetti “claims nutrizionali”, espressioni che indicano la presenza in un alimento di alcuni nutrienti in quantità maggiore o minore rispetto ad altri alimenti della stessa categoria.

Possiamo trovare anche i “claims salutistici”, che attribuiscono ai prodotti possibili benefici per la salute, ad esempio ”riduce l’invecchiamento cellulare” o “facilita il transito intestinale”. Ma è tutto vero? Sembra proprio di no. Qualche settimana fa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), che ha il compito di autorizzare le diciture salutistiche sui prodotti alimentari, incaricata di esprimersi in merito a oltre 2500 claims, ne ha approvato solo 222. Tra i non ammessi, il cioccolato che “aiuta a crescere” e un aminoacido che “migliora le performance intellettuali”, mentre altri claims, che esaltano le particolari virtù terapeutiche di alcuni cibi, sono stati sospesi in attesa di ulteriori test che comprovino i tanto decantati benefici.     

La veridicità dei claims pubblicitari è una questione di grande importanza per i consumatori. Attraverso questa forma di comunicazione le aziende possono indirizzare le nostre scelte di acquisto verso prodotti alimentari con specifiche caratteristiche, in grado di incidere sull’equilibrio della dieta e sullo stato di salute. Talvolta, però, qualche azienda utilizza i claims per scopi puramente commerciali,  attribuendo ad alcuni ingredienti proprietà salutistiche che in realtà non hanno o che devono essere approfondite sul piano scientifico. Con il Regolamento CE 1924/2006, la Comunità Europea ha avvertito l’urgenza di tutelare il consumatore da indicazioni fuorvianti o non veritiere, favorendo una corretta informazione e armonizzando la legislazione relativa a questo particolare settore. La norma prevede che i claims che figurano nell’etichetta e nella pubblicità dei prodotti alimentari debbano rispettare i seguenti requisiti:
- non devono essere falsi o ambigui;
- non devono incoraggiare consumi eccessivi di cibo;
- non devono far nascere o sfruttare timori nei consumatori;
- devono essere comprensibili;
- devono essere formulati sulla base di prove scientificamente accertate.
In materia di indicazioni salutistiche e nutrizionali è da sottolineare l’impegno dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che consente di avviare procedimenti sanzionatori nei confronti delle aziende che non rispettano la normativa vigente.

Giuseppe Lai

 
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