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Allarme mozzarelle blu, nuovi casi a Frosinone PDF Stampa E-mail
Alimentazione - Alimentazione
Domenica 08 Gennaio 2012 17:00
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Torna l’allarme mozzarelle blu. Alcuni giorni fa, a Frosinone, in seguito alla segnalazione di un’insegnante, la polizia locale ha sequestrato in un supermercato un’intera partita di mozzarelle che presentavano la stessa anomalia riscontrata lo scorso anno negli stessi prodotti provenienti dalla Germania: all’apertura della confezione, il formaggio assume improvvisamente un colore blu.

Roma 9 gennaio 2012 - Non si tratta di mozzarelle scadute o conservate in modo non corretto, poichè in tutte le segnalazioni gli acquirenti avrebbero dichiarato di aver mantenuto il prodotto in frigorifero e di averlo aperto prima della data di scadenza. Quali le cause? secondo gli esperti, all’origine del fenomeno ci sarebbe un batterio, lo “Pseudomonas fluoresecens”, un  microbo non patogeno, indice tuttavia di una scarsissima igiene nei processi di lavorazione della mozzarella, che rende molto scadente la qualità del prodotto finito. I rischi per la salute in caso di ingestione sono quasi nulli; possono verificarsi forme lievi di gastroenterite soprattutto in soggetti sensibili come bambini, anziani e persone immunodepresse. Conseguenze a parte, resta di preoccupante attualità una delle questioni cruciali per i consumatori, che investe a pieno titolo il tema della sicurezza alimentare: l’origine dei cibi che arrivano sulle nostre tavole.

Tornando alla mozzarella, secondo Coldiretti circa il 50% dei latticini venduti in Italia sono ottenuti con latte o con cagliate industriali che arrivano dall’estero. Il problema è sempre lo stesso, la provenienza della materia prima, che a tutt’oggi non è obbligatorio indicare in etichetta, col risultato che mozzarelle prodotte con latte importato vengono spacciate come “made in Italy”. Per evitare che questo formaggio, leggero e pregevole sul piano nutrizionale, conservi il triste primato del prodotto più “taroccato” in Italia e all’estero, è indispensabile che l’Europa approvi in tempi rapidi disposizioni normative che rendano obbligatoria l’indicazione in etichetta della “carta di identità” per tutti i prodotti alimentari. In questo “documento di accompagnamento” deve essere riportato in modo comprensibile tutto il percorso seguito dell’alimento, dal luogo di origine allo scaffale del supermercato.

Il Regolamento UE 1169/2011, la più recente norma comunitaria in materia di etichettatura, rappresenta un deciso passo in avanti nella direzione di una maggiore informazione al consumatore ma presenta alcuni limiti che, a mio avviso, dovrebbero essere superati. Tra questi, la tempistica: la norma prevede infatti l’impegno ad estendere al latte e ad altri prodotti l’obbligatorietà del luogo di origine in etichetta entro i prossimi 3 anni, una misura che verrà applicata al latte tal quale e a quello utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero caseari, ad esempio le mozzarelle. I recenti episodi devono far riflettere il legislatore europeo sulla necessità di approvare tempestivamente tali disposizioni, a tutto vantaggio dei consumatori e di tanti produttori che seguono i criteri dell’onestà, della trasparenza e della qualità.

 

Giuseppe Lai

 
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